10 marzo, 2010

Sant'Agata di Militello. A rischio frana e smottamenti alcune palazzine di contrada Muti, sopra l'uffico postale, in pieno centro.

 A rischio frana e smottamenti un complesso edilizio residenziale abitato da un centinaio di persone (la foto a sinistra può essere ingrandita cliccandoci sopra). Sorto una decina di anni fa in contrada Muti a ridosso di un torrentello che, scendendo, passa in prossimità dell'ufficio postale di piazza Andrea Speciale.
Gli abitanti, molti dei quali proprietari degli appartamenti, allarmati dalle recenti frane che hanno colpito i comuni di San Fratello e Caronia e dagli smottamenti di strade e terreni che si verificano quotidianamente in tutti i Nebrodi, corrono ai ripari.

Sant'Agata di Militello. Rifiuti. La riduzione degli importi sulle prossime bollette di pagamento. Se lo augura, in una lettera indirizzata all'Ato Me1, il consigliere Domenico Barbuzza.

“Riduzione degli importi delle prossime bollette rifiuti”. E’ quanto chiede all’Ato Me 1 il consigliere comunale di maggioranza Domenico Barbuzza, dal momento che in alcuni quartieri è stato raggiunto il 40 per cento di raccolta differenziata, nonostante le difficoltà dello “start up” del servizio di raccolta con modalità porta a porta. “Mi auguro - dichiara Barbuzza - che anche per il nostro comune, così come prospettato per altri, vi sia un riscontro positivo nella prossima bolletta, con una riduzione dell’importo in maniera proporzionale alla percentuale conquistata”.
(Leggi tutto cliccando su "Ulteriori informazioni")

09 marzo, 2010

Sant'Agata di Militello. Sacchetti di spazzzatura lasciati ovunque, anche nelle vie centrali, e strade sporche. Il defunto comico Totò direbbe: "E io pago !"

Ato Rifiuti Me 1. Oggi mi sono venuti tanti dubbi, uno in particolare e lo documento con due foto prima di porre la domanda all'assessore  e vice-sindaco, al sindaco, al presidente dell'Ato Me1, all'ATI che si occupa della raccolta e ad altri.
La domanda è questa: "Chi si deve occupare e preoccupare dello spazzamento delle strade (ma quanto ci costa ? ) chi deve provvedere al ritiro dei sacchetti lasciati fuori ora e fuori posto dagli incivili cittadini di turno ? Chi deve sanzionare i comportamenti irregolari dei cittadini ? "
Alla prima risposta esatta e non pervenuta fuori tempo massimo, in premio offrirò una foto con un bel primo piano del soggetto. All'amico e consigliere Barbuzza comunico che domani troverà in rete il "riassunto" della sua lettera indirizzata agli stessi soggetti ma  con domande più complesse e che non hanno ancora ricevuto risposta.
La prima foto l'ho scattata oggi quando andavo a "prelevare" dalla scuola elementare della centralissima Via Vittorio Vneto, il mio nipotino.
Quelle buste di spazzatura si trovano proprio di fronte al "Cinema Aurora".
Possibile che nessuno le abbia visto e segnalato? E l'operatore ecologico che dovrebbe provvedere alla pulizia delle strade dov'è? e cosa fà ? Non è compito suo raccogliere tutto, compreso le cartacce che abbondano in ogni dove?
E i  "vigili urbani" come è loro dovere, hanno segnalato per iscritto questo "degrado" e a chi, come, dove e quando?
Sono domande che forse resteranno senza risposta.
L'altra foto "immortala" i sacchetti presenti in un angolo della Piazza Speciale (vicino l'ufficio postale) e che giacciono lì perchè depositate sempre dai "soliti ignoti" da diversi giorni. Anche quì si pone la domanda:
" Da chi, come e quando dovrebbero essere ritirati e a che costo ? "
Senza contare che la presenza di questi sacchetti nei posti soliti o insoliti e lasciati a lungo "incitano a delinquere" altri nostri bene educati concittadini, anche di fuori quartiere. (cirosca)

Sant'Agata di Militello. Il consiglio dell' "Unione dei Nebrodi" presieduto dal presidente Benedetto Regalbuto, approva un documento da inviare alle autorità dello stato e della regione. Chiede l'inserimento di Caronia nell'elenco dei comuni a "stato di calamità naturale".

Il Consiglio dell’Unione dei Nebrodi ha approvato all'unanimità, ieri sera, nella seduta convocata dal presidente Benedetto  Regalbuto, il documento (che trascriviamo più sotto in questo post) e che verrà inviato  a tutte le autorità dello stato e della regione ( Al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi  e ad alcuni suoi Ministri, al governatore della regione Sicilia Raffaele Lombardo, al Prefetto di Messina Francesco Alecci e al presidente della Provincia Nanni Ricevuto).
L'Unione dei Nebrodi è composta dai comuni di Capo d’Orlando, Torrenova, San Fratello, S.Agata Militello, Caronia, S.Stefano Camastra e da altri comuni dei Nebrodi.
Nel documento, tra l'altro, si chiedono aiuti immediati e l’inserimento di Caronia nell’elenco dei comuni che hanno avuto proclamato lo stato di calamità naturale per le frane avvenute dall’11 al 17 febbraio. Vogliamo ricordare ai lettori che la frana di Caronia è iniziata la sera dell’1 marzo.
Nella foto: Il consiglio dell'Unione dei Nebrodi di ieri sera.
Ecco "integralmente" il testo del documento:

“Continua l’emergenza nella fascia tirrenica della provincia di Messina, aggravata dal dissesto idrogeologico e dall’imponente movimento franoso che ha interessato negli ultimi giorni  il territorio del comune di Caronia, causando la distruzione di alcuni edifici pubblici e privati e la lesione di  molti altri, con oltre 100 cittadini sfollati e più di 40 abitazioni dichiarate inagibili e la maggior parte delle strade intransitabili. Questa frana è l’ultima, in ordine di tempo, delle innumerevoli piccole e grandi frane, che hanno interessato il comprensorio dei Nebrodi, che oltre l’interruzione della viabilità statale e provinciale, hanno messo in pericolo la vita dei cittadini ed in ginocchio l’economia di tutto il comprensorio interessato. Nei diversi incontri, più o meno operativi , le varie autorità, che sono state presenti sui Nebrodi, hanno preannunciato azioni ed interventi per fronteggiare le prime emergenze, per riparare i danni, per ricostruire il patrimonio pubblico e privato distrutto dagli eventi degli ultimi mesi. L’Anas, la Provincia di Messina e gli altri Enti regionali, ma anche le Ferrovie dello Stato ed il Consorzio Autostrade Siciliane, stanno affrontando queste emergenze con leggerezza e risposte inadeguate ad affrontare e superare il disastro che ha investito il territorio. Il governo regionale ha approvato la dichiarazione dello stato di calamità naturale con la contestuale richiesta al Consiglio dei Ministri dello stato di emergenza; il Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi ha emanato il relativo decreto del 19 febbraio 2010. Con detto decreto è stato dichiarato, ai sensi e per gli effetti dell’art. 5, comma  1,  della  legge  24 febbraio 1992, n.  225,  fino  al  28  febbraio  2011, lo stato di emergenza, in  ordine  ai  gravi  dissesti  idrogeologici  che  hanno interessato il territorio  della  provincia  di  Messina  nei  giorni dall’11 al 17 febbraio 2010. Nell’incontro tenutosi a Palermo fra i sindaci del comprensorio e il Presidente della Regione Lombardo sono state evidenziate le necessità urgenti per l’intero territorio ed avute assicurazioni di pronti interventi da parte della Regione, che utilizzerà all’uopo tutte le risorse disponibili. Da notizie giornalistiche si apprende che il governo nazionale, tramite la Protezione civile, ha destinato qualche milione per i primi interventi su tutto il comprensorio, ma ha preannunciato lo stanziamento di un miliardo da parte del Ministero dell’Ambiente. Ritenuto, come Ente sovra comunale, che comprende alcuni dei comuni interessati da queste emergenze, di dover dare un contributo portando all’attenzione delle autorità competenti alcune priorità, il Consiglio dell’Unione dei Nebrodi esprime il sentimento di fraternità e di solidarietà di tutti i Nebrodi alla popolazione ed all’amministrazione di Caronia e degli altri comuni investiti da questi disastri ambientali ed idrogeologici, sollecita il Presidente del Consiglio dei Ministri ad estendere la dichiarazione dello stato di emergenza anche ai gravi dissesti idrogeologici  che  hanno interessato il comprensorio dei Nebrodi  prima e dopo i giorni che vanno dall’11 al 17 febbraio 2010; a provvedere per l’attuazione degli interventi di emergenza anche nel comune di Caronia a mezzo di ordinanze in deroga, come previsto dall’articolo 5  della Legge 24 febbraio 1992, n. 225; a trasformare in impegni di legge vincolanti le somme preannunciate dai vari componenti del governo per l’assistenza alla popolazione, la ricostruzione degli edifici e la messa in sicurezza del territorio; a garantire la partecipazione degli enti locali interessati negli organismi dove si dovranno decidere interventi e localizzazioni. Il Consiglio chiede, inoltre, alle autorità nazionali e regionali: di intervenire con urgenza a favore dei cittadini che hanno perduto la casa o sono stati costretti ad abbandonarla, con un sostegno anche economico per le famiglie e le attività produttive penalizzate; di favorire la ricostruzione, almeno nell’ambito comunale, degli edifici distrutti, previa bonifica e messa in sicurezza del territorio interessato; di intervenire subito e con interventi straordinari per superare lo stato di eccezionalità in cui versa tutto il territorio dei Nebrodi; di garantire agli enti locali le risorse finanziarie necessarie per far fronte all’emergenza ed alla ricostruzione per mezzo di misure e/o provvedimenti governativi straordinari che garantiscano tempi, risorse e procedure ragionevolmente brevi, al fine di garantire livelli e qualità di vita dignitosi per uno Stato civico e democratico come l’Italia.  Il Consiglio dà mandato al Presidente del Consiglio dell’Unione di trasmettere il presente documento al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro delle Infrastrutture, al Ministro dell’Ambiente, al Presidente della Regione, agli Assessori Regionali alla mobilità, al Territorio ed Ambiente ed al Dipartimento della Protezione Civile, al Prefetto di Messina, al Presidente della Provincia di Messina”.
  IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DELL’UNIONE DEI NEBRODI
                    (Benedetto Regalbuto)                 

08 marzo, 2010

Sant'Agata di Militello. Trasparenza Amministrativa su Internet - II Parte.


Clicca sul simbolo Play in basso a sinistra per il video e se vuoi, dopo, leggi il mio commento.


Ieri, mentre stavo facendo alcune foto, ho incontrato un amico che, purtroppo per me, fa anche politica.
In merito alla pubblicazione delle delibere di giunta e consiglio su internet, mi ha manifestato il suo chiaro risentimento, oltre che amarezza, per l’utilizzo che ho fatto nei post e nei video della parola non-trasparenza. Egli ritiene che l’affissione delle delibere all’albo (che, ripeto, è un obbligo di legge) è già di per sé un elemento che qualifica l’Amministrazione come trasparente: ecco perché sarebbe scorretto, da parte mia, evidenziare la non-pubblicazione su internet degli atti amministrativi come non-trasparente.
Evidentemente il mio caro amico percepisce come una “macchia” ciò che la parola non-trasparenza può evocare nel lettore, e che in questo caso non ha ragione d’esistere in quanto l’informazione sarebbe comunque garantita dalla pubblicazione degli atti all’albo.
Tale pubblicazione sarebbe, semmai, sempre secondo il mio amico-politico, una comodità che si offrirebbe al cittadino.
Io non ne vorrei fare solo una questione “semantica” (attribuire il corretto significato a trasparenza o non-trasparenza), vorrei rimanere ai fatti.
Ed i fatti dicono che le delibere fino a qualche decina di giorni fa, nel mio comune di residenza NON ERANO ANCORA STATE PUBBLICATE SU INTERNET INTEGRALMENTE MENTRE IN QUALCHE ALTRO COMUNE DEL CIRCONDARIO, INVECE, SI'.
Anche in altri comuni del Nord e del centro Italia erano presenti da parecchio tempo.
Bene. Diamo pure per scontato che un’amministrazione sia trasparente per il solo fatto che, ancorché sia un obbligo di legge, pubblica le proprie delibere all’albo.
Siccome tutti gli 8000 e più comuni d’Italia assolvono a questo compito, dobbiamo ritenere che ognuno di essi sia trasparente.
 E allora come si spiegherebbero tutte le indagini e le condanne che colpiscono in tutt’Italia la categoria degli amministratori locali. Come mai la magistratura è continuamente al lavoro per arginare abusi, truffe e più in generale il malaffare fra le mura dei municipi?
Semplice. Perché non c’è necessariamente una relazione diretta tra dichiararsi trasparente e comportarsi onestamente nella gestione della cosa pubblica.
Vi potranno quindi essere amministrazioni che pubblicano tutto su internet ma che poi nella pratica “sguazzano”, e amministrazioni che non pubblicano niente su internet e che sono pure come una verginella. Il problema non verte quindi su trasparenza e non-trasparenza, ma sulla qualità dell’informazione.
Favorito in ciò dalle soluzioni tecnologiche che abbiamo a disposizione, il cittadino oggi deve essere cosciente, nel confrontarsi con la propria Amministrazione, di avere il sacrosanto diritto a :
  • la miglior qualità dell’informazione possibile;  
  • la massima facilità di accesso alla medesima (che oggi significa Internet).

    Anche alla luce di queste due ultime considerazioni, oggi che stiamo vivendo i primi anni del terzo millenio, utilizzando un linguaggio “giornalistico”, chiunque definirebbe la non pubblicazione degli atti amministrativi su internet (tra l’altro a costo zero per il contribuente) come una pratica amministrativa non-trasparente, perché con essa, negando la massima facilità d’accesso (internet), di fatto si nega al cittadino il diritto fondamentale alla miglior informazione possibile. Quindi,in questo contesto: non-trasparenza significa negare al cittadino il diritto fondamentale alla miglior informazione possibile. Possiamo poi chiamarla come ci pare: opaca trasparenza, trasparenza apparente, trasparenza di legge, trasparenza e basta. La pubblicazione su internet degli atti amministrativi è uno dei tanti modi per avvicinare maggiormente il cittadino alle istituzioni. All’Amministrazione non costa nulla, al cittadino nemmeno. Se lo ritiene opportuno si collega al sito e si informa, diversamente ne fa a meno. Non costa nulla a nessuno, niente, zero. Ma non si è fatto fin'ora e in moltissimi comuni. Perché? Come ho avuto già modo di scrivere in un precedente post, per un amministratore dovrebbe essere motivo di orgoglio poter dire: “Seguiteci su internet“. Un altro amico che ha seguito un corso di “strategia politica”, mi raccontava che, ancor oggi, una delle prime cose che insegnano, per cercare di mantenere il “predominio”, sempre in senso politico, è: “Non dare mai più informazioni di quelle che tu non sia costretto a dare”.

07 marzo, 2010

Sant'Agata di Militello. Trasparenza amministrativa su Internet.


Domani troverete la seconda parte di questo video-clip con un importante commento.
Clicca sul simbolo "Play" in basso sulla sinistra e non al centro, per avviarlo.
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 Comunicare col Sindaco, gli Assessori e i consiglieri comunali.
A partire da oggi tutti i lettori  residenti a Sant'Agata Militello o fuori zona, regione, città o nazione potranno, tamite la nostra E_mail, comunicare con il Sindaco e la Giunta comunale, ponendo quesiti su argomenti vari che riguardano il nostro territorio. Pubblicherò le lettere che arriveranno al seguente indirizzo E_mail: cirosca@gmail.com
Il Sindaco e gli Assessori che intervisteremo per vostro conto, risponderanno di volta in volta alle vostre lettere, che verranno pubblicate solo se firmate e purchè non ingiuriose o diffamatorie. Si rende noto che le lettere dovranno essere redatte con linguaggio appropriato e consono alla pubblicazione.
cirosca