07 febbraio, 2009

Nebrodi Ambiente, i lavoratori decisi a continuare l'occupazione del Comune.

Proseguirà ad oltranza l’occupazione della sala consiliare di Palazzo Crispi e della sede dell’Ato Me 1. Determinati a riscuotere i quattro salari arretrati, i 180 lavoratori della società consortile che si occupa del servizio rifiuti (147 della Nebrodi Ambiente e 33 della consociata Fasteco) continuano a presidiare, giorno e notte, il Comune e gli uffici dell’Ato. Pensano prima ad ottenere gli stipendi di novembre, dicembre e gennaio e la tredicesima e poi a mantenere il posto di lavoro. Ieri mattina, dopo la prima notte passata nei luoghi delle assemblee permanenti, abbiamo intervistato il lavoratore Mario Giuffrè, portavoce dei manifestanti ed Rsa della Cisl. “La situazione che si è venuta a creare è di difficile soluzione – afferma – ma, non abbiamo nessuna intenzione di mollare. Lottiamo per ottenere quanto ci spetta, ovvero le quattro mensilità arretrate. E ci batteremo anche per avere garantito il posto di lavoro”. E ancora una volta, critica l’assenza, nell’ambito di questa protesta avviata qualche giorno fa, dei sindaci dei comuni del comprensorio e del Consiglio di Amministrazione dell’Ato Me 1. “Siamo stati letteralmente abbandonati – dichiara – sindaci e Ato fanno finta di niente”. In questi giorni, gli operatori, di concerto con i rappresentanti sindacali, stanno pianificando eventuali azioni di protesta da mettere in atto. Ma, la rabbia è tanta. Non si escludono, quindi, gesti eclatanti per cercare di attirare l’attenzione del Prefetto sul problema degli stipendi arretrati non ancora riscossi dai lavoratori, nonché delle procedure di licenziamento avviate nei loro confronti dall’Ati. Se da un lato gli operatori portano avanti la loro protesta, dall’altra sono già visibili le conseguenze provocate dalla sospensione del servizio di raccolta rifiuti. L’immondizia, infatti, che non viene più ritirata da circa quattro giorni, trabocca dai cassonetti, riversandosi sulle strade. Cumuli di rifiuti sono presenti non solo in periferia, ma anche nel centro urbano, determinando il propagarsi di cattivo odore. Una situazione di emergenza destinata via via ad aggravarsi, dal momento che ad oggi non sembra prospettarsi alcuna soluzione. L’Ato, probabilmente domani, farà una ricognizione delle somme in cassa, in riferimento ai pagamenti delle bollette rifiuti (relative al primo semestre anno 2008) già effettuati. La data di scadenza è fissata per giorno 12. Somme che, però, difficilmente potranno soddisfare le richieste della Nebrodi Ambiente, che nei riguardi dell’Ato Me 1 – ricordiamo – vanta un credito di circa 22 milioni di euro.
Cinzia Scaglione

Nella foto: un gruppo di lavoratori che occupano a turno l’aula consiliare.

L'ira dei cittadini: "Con 500 euro di pensione come si fa a pagarne 200 ?"

Solidarietà ai lavoratori addetti al servizio rifiuti, raggiunti dalla lettera di licenziamento, da parte di un gruppo di utenti che si sono rivolti al locale Club Solaris. Ieri pomeriggio, presso la sede di località Monaci, questi cittadini hanno consegnato al presidente dell’associazione le proprie bollette rifiuti. Cracò ha invitato tutti a pagare, ma solo a condizione che i lavoratori mantengano il posto di lavoro. Ed evidenzia: “Sicuramente, la Procura dovrà fare luce su tutta la gestione dell’Ato Me 1, per capire come si è arrivati a questo punto. Noi, come associazione, abbiamo presentato apposita denuncia all’autorità giudiziaria. Ma, non possono essere i lavoratori, che spesso hanno continuato a lavorare anche senza stipendio, a pagare le conseguenze di una cattiva amministrazione”. Solidarietà, dunque, nei confronti dei lavoratori, ma anche dissenso verso una fatturazione considerata eccessiva. “E’ giusto pagare per un servizio – afferma Angelo Polizzotto, di Torrenova – ma pagare il giusto”. “Personalmente, prima pagavo 80 mila lire all’anno e adesso pretendono che paghi 200 euro – dice Giuseppe Scorza, di Capo D’Orlando – con una pensione di 500 euro come si fa?”. “Un aumento così spropositato delle bollette rifiuti è insostenibile – sottolinea Franco Masetta, di Sant’Agata – non si può pretendere che una famiglia mono-reddito paghi oltre 200 euro. Come si campa? Se molti utenti non pagano le bollette è perché sono troppo alte e non sono nella condizione economica per pagarle. Siamo disposti a pagare tutti, ma il giusto”. Ricordiamo che giorno 12 scade il pagamento delle bollette rifiuti relative al primo semestre 2008.
Cinzia Scaglione

Ato, lavoratori senza stipendi e diritto al lavoro.

E’ iniziata ieri l’occupazione dell’aula consiliare e della sede dell’Ato Me 1 da parte dei lavoratori della società consortile che si occupa dei servizi ecologici nel comprensorio (per conto, appunto, dell’Ato Me 1). Le assemblee permanenti andranno avanti ad oltranza, giorno e notte.
I centottanta operatori (147 della Nebrodi Ambiente e 33 della consociata Fasteco), nei confronti dei quali l’Ati ha avviato le procedure di licenziamento, si alterneranno, a gruppi, con turni distribuiti in diversi orari: 6-12-18-24-6. Una battaglia per rivendicare il salario di quattro mensilità arretrate, precisamente novembre, dicembre, gennaio e tredicesima, ma anche per difendere il diritto al posto di lavoro. Ieri mattina, intorno alle 11, presso gli uffici dell’Ato, situati nelle immediate vicinanze dell’ospedale, abbiamo intervistato alcuni lavoratori impegnati a presidiare la sede della società d’ambito durante il primo turno. Rosario Lo Presti, Salvatore Iraci e Antonino Lombardo hanno ribadito di essere pronti a protestare ad oltranza. Nell’aula consiliare di Palazzo Crispi, erano presenti altri lavoratori, tra cui Mario Giuffré (Rsa Cisl), che ha sottolineato: “da giorni nessuno ci dà ascolto, quindi abbiamo deciso di fare picchettaggio, sperando che il Prefetto intervenga. I Sindacati hanno ricevuto la lettera per iniziare la trattativa dei licenziamenti. Abbiamo 7 giorni di tempo, più altri 45 che ci prenderemo. Speriamo che alla fine l’azienda faccia marcia indietro, che ci vengano pagati i salari e tutto ritorni alla normalità. A tutt’oggi, non sappiamo come andrà a finire. Nel momento in cui l’Ato o l’azienda provvederanno ai pagamenti delle quattro mensilità, riprenderemo immediatamente a lavorare. Fino ad allora nessuno di noi alzerà un dito per raccogliere l’immondizia. Quando avremo materialmente in tasca gli assegni, a qualsiasi ora del giorno o della notte, torneremo a raccogliere la spazzatura. Solo allora. E se non ci sarà una svolta positiva, continueremo il picchettaggio. Se necessario, faremo anche proteste più eclatanti”. Attraverso un comunicato stampa, interviene l’onorevole Filippo Panarello, vice presidente della Commissione lavoro all’ARS. Dichiara: “la situazione dell’Ato Me 1 è intollerabile e merita un intervento urgente da parte del presidente della Regione”. Il parlamentare del PD esprime piena solidarietà ai lavoratori licenziati e preoccupazione per il rischio che i comuni dell’Ato Me 1 vengano sommersi dalla spazzatura. “Sono evidenti i rischi ambientali - prosegue Panarello - ed è già gravissima la situazione sociale. Perciò, ho sollecitato l’onorevole Lombardo a convocare immediatamente una riunione con i vertici dell’Ato e della società di gestione, i sindaci e i sindacati, perché venga assicurata la continuità del rapporto di lavoro e la prosecuzione del servizio di raccolta dei rifiuti”.
Cinzia Scaglione

Nella foto : un gruppo di lavoratori nell’aula consiliare del comune di Sant'Agata Militello.

06 febbraio, 2009

Sant'Agata Militello. Blitz anti-immigrazione, preso un marocchino di 21 anni.

Arrestato dalla polizia Moumene El Kebir (nella foto), 21 anni, di nazionalità marocchina. Il giovane non aveva ottemperato ad un ordine di allontanamento dal territorio nazionale emesso dalla Questura di Palermo. Lavorava fuori Sant’Agata, ma intorno alle 4.20 di ieri, gli agenti della polizia amministrativa lo hanno sorpreso nell’abitazione di un connazionale, nella cittadina. Il connazionale che l’aveva ospitato è stato contravvenzionato con una sanzione amministrativa, così come il proprietario dell’immobile, che non aveva dato apposita comunicazione al Commissariato di Pubblica Sicurezza. Sempre nell’ambito dell’attività di prevenzione in materia di immigrazione, mercoledì scorso, ad Acquedolci, la polizia amministrativa ha denunciato a piede libero un altro extracomunitario, Adili Brsse, 27 anni, non in regola con i documenti per la permanenza sul territorio nazionale. Nei suoi confronti verrà avviata la procedura di rimpatrio. “Il nostro è un lavoro silente – sottolinea Picardi - ma quotidianamente svolgiamo attività di prevenzione e repressione dei reati, a 360 gradi. Nello specifico, in questi giorni, la polizia giudiziaria e la stradale hanno collaborato per la risoluzione del caso di estorsione, ma anche la polizia amministrativa ha avuto il suo da fare. Nell’ambito dei servizi che vengono espletati nella quotidiana ordinarietà, sono state denunciate e segnalate diverse persone, tra extracomunitari privi di documenti e proprietari di appartamenti che hanno omesso di comunicarne la presenza al Commissariato, sia a Sant’Agata Militello, che a Torrenova e Rocca di Caprileone”.
Cinzia Scaglione

05 febbraio, 2009

Sant'Agata Militello. Estorsione, arrestato dalla polizia "Giò l'americano"

In manette, per estorsione, Giuseppe Foti, 53 anni, meglio conosciuto come “Giò l’americano”. L’operazione che ha portato all’arresto dell’uomo, noto sia alle forze di polizia americana che del nostro territorio, si è conclusa lo scorso mercoledì sera, dopo due mesi di indagini. Un’attività sinergica tra la polizia giudiziaria e stradale. Ieri mattina, presso il locale Commissariato di Pubblica Sicurezza, si è tenuta la conferenza stampa, alla presenza del dirigente e vice questore Francesco Picardi, del comandante della polizia stradale Massimiliano Fiasconaro e dell’ispettore capo Vincenzo Ciacio (responsabile Polizia anticrimine). Le indagini sono scaturite dalla denuncia di una trentenne di Acquedolci. Quest’ultima si era confidata con un agente della stradale, che l’aveva convinta a recarsi in Commissariato. Tutto è riconducibile ad un incidente stradale che la donna aveva avuto con un pregiudicato del territorio. Il sinistro si era però risolto in maniera pacifica. Tuttavia, il pregiudicato era stato poi fermato da una pattuglia delle forze dell’ordine e l’auto, trovata sprovvista di assicurazione, sequestrata.
Secondo gli inquirenti, Foti sarebbe venuto a conoscenza di questi episodi e avrebbe trovato il modo di “agganciare” la vittima, instaurando un clima di terrore a casa della parte offesa. Avrebbe detto alla donna che il pregiudicato credeva che il sequestro dell’auto dipendesse dalla sua denuncia. Ma, poteva sistemare tutto lui. Un modo per estorcere denaro. La signora avrebbe ceduto due volte, consegnando complessivamente mille euro. La terza volta, però, è andata male. La donna ha chiamato l’agente della stradale con il quale si era confidata ed è scattata l’operazione della polizia, con un appostamento definitivo.
Foti si è recato nell’abitazione della donna per ritirare la somma di 300 euro. Le banconote erano state fotocopiate prima. E all’uscita della casa, l’uomo, trovato con i soldi in tasca, è stato fermato. Adesso, si trova nel carcere di Gazzi. E’ ancora in corso un’attività investigativa finalizzata all’individuazione di altri soggetti sottoposti allo stesso tipo di estorsione. Foti emigrò giovanissimo, con la madre e il fratello, negli Stati Uniti, a Cleveland, dove, crescendo, si è reso responsabile di numerosi reati. Condannato per lesioni dolose, ha scontato una pena di dieci anni di reclusione. In Italia (rientrato nel’97), ha precedenti per ricettazione, truffa, falsificazione di moneta, spendita e introduzione nello Stato.
Qualche anno fa, è stato destinatario di un avviso orale del Questore di Messina.
Cinzia Scaglione

Nella foto in alto: Seduti da sinistra. L’ispettore capo Vincenzo Ciacio, il dirigente del commissariato vice questore Francesco Picardi e il comandante della Stradale ispettore Massimiliano Fiasconaro.

Ato Me 1. Il sindacato: "Nessuno dovrà perdere il posto" e il sindaco Bruno Mancuso: "Troveremo la soluzione".

Il Sindacato si è attivato per far sì che i lavoratori non perdano il posto di lavoro. Ma, si chiede:
i rappresentanti dell’Ato Me 1 e i sindaci dove sono?
E il responsabile zonale della Uil, Nunzio Musca, aggiunge: “se non ci sarà un intervento concreto da parte dei sindaci e della Prefettura, rischieremo di avere la spazzatura per mesi sulle nostre strade”. Abbiamo interpellato il sindaco Bruno Mancuso, che sottolinea: “noi sindaci, in sede di assemblea, abbiamo individuato le soluzioni necessarie per venire a capo della situazione. Ma, ci sono dei tempi affinché il CdA dell’Ato possa attuare le nostre direttive. L’Ato è in grave crisi di liquidità. Avrebbe bisogno di una boccata di ossigeno, che potrebbe arrivare solo con un intervento forte da parte del governo regionale. Per cui quello che proporrò ai miei colleghi e al Sindacato è di chiedere un incontro al presidente della Regione, affinché possa garantire all’Ato Me 1 dei prestiti che potrebbero essere obbligati anche sul fondo dei trasferimenti alle autonomie locali. Non vedo in atto altre soluzioni, perché le somme che l’Ato riceverà con il pagamento delle fatture già recapitate ai cittadini di Sant’Agata e Capo D’Orlando, per un importo di 7 milioni, non credo siano sufficienti per fronteggiare l’emergenza o soddisfare le esigenze del soggetto gestore”.
Cinzia Scaglione