22 marzo, 2015

Sant'Agata di Militello. L'Assessore Giuseppe Puleo rinviato a giudizio per diffamazione. Aveva sporto querela Antonio Scurria, presidente del consiglio comunale.

L'Assessore Giuseppe Puleo, uomo di punta della giunta del sindaco di Sant'Agata di Militello, Carmelo Sottile, rinviato a giudizio per diffamazione a seguito denuncia dell'attuale presidente del consiglio, Antonio Scurria, ex assessore della giunta del sindaco Bruno Mancuso, oggi senatore, anch'esso rinviato a giudizio per fatti ben più gravi. 
E i consiglieri della lista PD (Maniaci e Marchese) fanno quadrato attorno a Puleo. Scrivono in un comunicato stampa: 

"Siamo turbati e sorpresi per la notizia della citazione in giudizio dell’assessore Giuseppe Puleo, accusato dal Presidente del Consiglio di diffamazione a mezzo Facebook, per avere espresso critiche di natura politica incentrate sul tormentato e tortuoso iter del Porto. Puleo ha elencato una serie di questioni, alcune delle quali certamente già note all’Autorità Giudiziaria, altre di dominio pubblico ed oggetto persino di più ampi e severi interventi in Consiglio Comunale dei sottoscritti, e ne ha evidenziato la responsabilità politica. E’ noto ancora, come riportato dalla stampa, che nel corso delle attività di indagine dell’operazione Camelot, la stessa Squadra Mobile di Messina ha rilevato fatti che potrebbero essere penalmente rilevanti, relativi allo stesso procedimento e che oggi sono verosimilmente oggetto di ulteriore attività della magistratura. Avvertiamo il forte disagio di operare in un clima reso sempre più torbido da inaccettabili velleità di ritorsione verso chi ha operato con coraggio e libertà e che lasciano la città in balia di inquietanti interrogativi, le cui risposte tuttavia, siamo certi, non tarderanno ad arrivare.
I Consiglieri Comunali (f.to Calogero Maniaci Massimo Nicola Marchese)"  
*   Per agevolare il compito a chi legge questo post e a chi dovrebbe effettuare "la quadratura del cerchio" .- che si va stringendo sempre più - mi limito a segnalare che, nel mio diario personale (L'Altra Informazione di cirosca), in data 5 luglio 2014, riportavo in modo discreto e con le cautele e gli omissis del caso, il contenuto di una informativa trasmessa e indirizzata alla Procura di Patti in data 15 febbraio 2013 dalla Questura di Messina - Squadra Mobile - Sezione Criminalità Organizzata, rinvenuta tra i faldoni del procedimento 1511/2010 RGRN Procura Patti (operazione Camelot).  Il Vice Questore Aggiunto Dott. Giuseppe Anzalone scriveva:
"Come già noto alla S.V., le indagini hanno evidenziato fatti rilevanti, con profili di rilevanza penale, nell'ambito dell'espletamento della gara di appalto per l'esecuzione dei lavori del Porto di S. Agata di Militello. Invero, sono già state effettuate acquisizioni documentali ed i servizi di intercettazione ambientali e telefoniche hanno consentito la registrazione di numerose conversazioni utili ai fini probatori. Poichè questo ufficio sta procedendo alla redazione di un'informativa riguardante ulteriori turbative nell'espletamento di gare ad evidenza pubblica, nell'ambito del procedimento in oggetto, voglia codesta Autorità Giudiziaria voler valutare l'opportunità [........omissis....... redazionale di cirosca......] ."
Ed io, a commento, aggiungevo:
 " In data 15 febbraio 2013 la D.ssa Raffa, della procura di Patti, autorizzava la richiesta.
    Questo può voler dire che non sono stati raccolti elementi sufficienti per l'esercizio dell'azione penale e quindi le indagini sul porto sono archiviate oppure che sono ancora in corso e potremmo vederne delle belle."
*** Questa "caterva" di denunce-querele per diffamazione non ha lasciato "indenne" tutti coloro (politici, giornalisti, blogger) che hanno "segnalato" con scritti, interviste, conversazioni, messaggi, sms, alcuni fatti che, a prima vista, sembravano "abnormi"  (fuori dalle regole, dalle leggi o dalla normalità).
 E ben lo sa anche il giornalista Giuseppe Lo Bianco (anche lui querelato) che in data 26 settembre 2010 sul giornale "Il Fatto Quotidiano" (cliccate su questo link):
scriveva:
"Sant’Agata, vietato parlare e scrivere di mafia chi lo fa finisce in tribunale citato dal Comune".
"Vietato parlare di mafia a Sant’Agata di Militello (Messina). Anche quando il capo dell’ufficio tecnico del comune è indagato per concorso esterno in associazione mafiosa. Nessuno può permettersi di mettere in dubbio la trasparenza e la legittimità dei provvedimenti da lui redatti. Chi lo fa (gli esponenti dell’opposizione) finisce in tribunale, come ha raccontato il Fatto Quotidiano, nell’edizione dell’11 settembre scorso. Così, per non smentirsi, l’amministrazione comunale, guidata da Bruno Mancuso, fratello del vicepresidente di Alitalia, Salvatore, ha deciso di trascinare in Tribunale anche il Fatto: nella delibera del 13 settembre, infatti, giudicando l’articolo “calunnioso e dannoso per l’immagine del comune’’, la giunta dà mandato a un legale, con tanto di parcella pagata dai cittadini, di tutelarla “nella sede che sarà ritenuta idonea”. Segnali di nervosismo istituzionale dovuti probabilmente all’inchiesta della Direzione distrettuale di Messina che da qualche mese indaga sul legame tra affari e politica a Sant’Agata di Militello, comune della fascia tirrenica messinese dove da tempo vengono denunciate lottizzazioni illegali sullo sfondo del grande affare (50 milioni di euro) del risanamento del porto, compravendita di voti e ricatti occupazionali documentati da conversazioni registrate su cd. E dove il capo ufficio tecnico, Giuseppe Contiguglia, è indagato per mafia: di lui il Ros di Messina, che continua ad interrogare imprenditori e politici per ricostruire il quadro degli affari e accertare l’influenza delle cosche, sottolinea “la sensibilità verso le esigenze dei gruppi mafiosi operanti nel territorio”. Ma quell’indagine non basta ad accendere la spia rossa di allarme sul cruscotto dell’amministrazione comunale: chi mette in dubbio l’operato di Contiguglia viene querelato. A prescindere da ogni prudenza. E chi racconta questa storia segue la stessa sorte: querela anche per lui, con il bollo di una delibera comunale e una parcella pagata dai cittadini. Il prossimo passo sara’ forse un cartello appeso sul portone del Municipio: “A Sant’Agata è vietato non solo parlare di mafia, ma anche scrivere che non si può parlare di mafia: i trasgressori sono immediatamente querelati”. (Giuseppe Lo Bianco)"
 Concludo segnalando che la lista dei querelati per diffamazione del sindaco Mancuso, di Contiguglia e Company, si va sempre più allungando  ed è difficile, anche per me che sono uno dei tanti querelati, fare cronologia. 
*** Nel post dal titolo:
Querele a "iosa" a Sant'Agata di Militello. Protagonisti e imputati Paolo Starvaggi, Giuseppe Puleo ed altri (Giornalisti e Blogger compresi). Tutti, secondo Scurria, Mancuso e Contiguglia colpevoli di diffamazione.
Scrivevo: (clicca sul link sottostante per leggere tutto)

Cliccate sulla parte sottolineata.

Per completezza di informazione ci viene segnalato che anche il PD di Sant'Agata Militello, a firma Vincenzo Canonico, ha "lanciato" su FB un comunicato che potrete leggere anche cliccando su questo link:

https://www.facebook.com/pd.santagata/posts/1726502154242969:0


1 commento:

  1. Questi personaggi non hanno capito di essere dei miracolati che sono ancora a piede libero
    La colpa è di chi ha titolo a pretendere giustizia ed ha ritenuto di tenere un profilo basso aspettando che le cose vadano secondo il loro corso naturale
    Ma se il risultato e' questo da domani prendiamo le contromisure e vedremo se tutto resta così- (Paolo Starvaggi )

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