24 gennaio, 2009

Spazi idonei per lavorare non chiede altro un giovane imprenditore santagatese, ma .....

Spazi idonei dove poter lavorare. Non chiede altro il giovane imprenditore Riccardo Alioto, titolare di una ditta di costruzione e riparazione di barche da pesca e da diporto. Tre anni fa, aveva presentato istanza al Comune e la necessaria documentazione al Demanio per avere assegnata un’area nella zona del porto. Ma, ad oggi nulla di fatto. In questi anni, ha trovato “sistemazione” (si fa per dire) all’interno di un piccolo appezzamento di terreno sterrato, che, quando piove, diventa inaccessibile, a causa del fango e delle pozzanghere di acqua che si vengono a creare. Siamo andati a trovare Alioto sul posto di lavoro, constatando le condizioni precarie in cui è costretto a lavorare.
Dentro un capannone, vi era lo scheletro di un’imbarcazione in via di realizzazione. Tuttavia, le dimensioni ridotte del deposito non consentono l’ultimazione dell’opera, che ancora in fase di allestimento necessita di essere spostata all’esterno. Pioggia permettendo, naturalmente. Il terreno, al momento, è occupato da un’altra barca, sollevata dal suolo, con dei fusti, visibilmente piegati a causa del peso del natante. D’altronde, non dispone di altri spazi dove poter effettuare le riparazioni. Si tratta di imbarcazioni lunghe 13 metri e larghe più di 4 metri e che si estendono quattro metri in altezza. A coadiuvare Alioto c’è solo un operaio. In realtà, considerando la mole di lavoro da espletare, avrebbero dovuto essere impiegate almeno altre tre persone. Ma, “è già difficile riuscire a muoversi in due – spiega Alioto – il lavoro non manca, abbiamo tante richieste, dovrei assumere personale, ma come faccio? Inoltre, tra sei mesi devo lasciare quest’area per riconsegnarla al proprietario”. Se non riesce a reperire spazi idonei, rischia di chiudere l’attività. “Sto costruendo un’imbarcazione dentro il capannone con soli 50 centimetri di spazio – sottolinea - è pressoché impossibile lavorare in questo modo. Poi, con estrema difficoltà dovrò portarla fuori per completarla, sempre che non piova. Il terreno diventa inagibile.
Ed il ponteggio approntato per sostenere la barca diventa insicuro, non stabile, rischia di inclinarsi. La barca rischia di crollare, con conseguente pericolo per l’incolumità di chi lavora”. I disagi non riguardano solo la realizzazione o la riparazione delle imbarcazioni, ma anche il trasferimento delle stesse al porto. “Devono intervenire i vigili urbani per regolamentare il traffico – spiega Alioto – le barche vengono trainate lungo la via Medici, per poi percorrere la via Campidoglio. E qui, una volta che si arriva al passaggio a livello, per superare l’ostacolo dei cavi elettrici della linea ferrata, dobbiamo smontare la parte alta della barca, per poi rimontarla. Vado avanti tra mille difficoltà, che allungano il lavoro. Così, anziché tre mesi, per finire una barca ci vogliono 5-6 mesi”.


Cinzia Scaglione

Campagna di prevenzione dell'Ausl 5 con controlli sulla vista dei bambini.

Diffondere una cultura di prevenzione della vista attraverso il ricorso periodico al medico oculista e identificare precocemente eventuali disturbi della vista. Con questi obiettivi, ogni anno, gli alunni degli istituti comprensivi del territorio vengono sottoposti a visita oculistica, nell’ambito di un progetto portato avanti dal Dipartimento
Prevenzione e Salute dell’Ausl 5 Me, in collaborazione con le scuole.

(Nelle foto : l’oculista Tullio Franchina mentre effettua un controllo visivo ad un bambino della prima elementare.)
Coinvolti, in particolare, le classi di prima e quinta elementare e di seconda media. Ieri mattina, il dottore Tullio Franchina (oculista), che fa “screening sanitario scolastico” nei 18 comuni del distretto (di cui Sant’Agata Militello è capofila), ha effettuato controlli dell’acuità visiva monoculare da lontano con tavola ottotipica, presso la scuola elementare Capuana. Per gli alunni che presenteranno alterazioni della vista, viene preparata una comunicazione scritta da inviare ai genitori, tramite l’insegnante referente di classe, dove gli stessi verranno invitati a recarsi nell’ambulatorio dell’Asl 5 più vicino, per sottoporre il figlio ad una visita approfondita, con l’ausilio di apposite apparecchiature. Diagnosi precoci sono le basi necessarie per poter curare i più semplici difetti visivi così come le più gravi malattie dell'occhio. “Complessivamente visito dai 700 agli 800 bambini per classe, circa 2 mila e 400 bambini – afferma il dottore Franchina - tutti i genitori aderiscono al progetto e, quindi, acconsentono affinché si faccia il controllo. Anche i bambini si sottopongono volentieri alla visita, superando il trauma di dover incontrare l’oculista, che non viene considerato come il medico cattivo che fa la puntura. Nasce un rapporto di fiducia, si instaura un dialogo col medico amico”. Le visite oculistiche eseguite dal dottore Franchina hanno consentito di individuare, in generale, difetti di vista (quali miopia, occhio pigro, ecc..) con una percentuale del 15-16 per cento, ma anche malattie oculari. “Quest’anno, ho scoperto un caso di cheratocono – spiega l’oculista – è una malattia della cornea, che diventa a forma di cono, difficile da trovare in giovane età, di solito si manifesta dopo i 14 anni. Invece, l’ho individuata in un ragazzino di 12 anni”. In pratica, la parte centrale della cornea inizia ad assottigliarsi e ad incurvarsi progressivamente verso l’esterno. La cornea perde la sua forma sferica, divenendo conica. Non è da sottovalutare l’importanza di accertare precocemente un problema oculistico, in termini di maggiore efficacia della riabilitazione visiva.
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"E' solo un primo passo, poi se occorre, ci sarà la visita specialistica" - dichiara il Dottor Franchina - "oggi i genitori sono più sensibili rispetto a qualche anno fa".
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La campagna di sensibilizzazione verso la prevenzione sanitaria, avviata qualche anno dall’Asl 5 Me, di concerto con gli istituti scolastici del territorio, sta producendo i suoi frutti. E’ lo stesso dottore Tullio Franchina, in qualità di referente del progetto del Dipartimento Prevenzione e Salute dell’azienda sanitaria, che ne riferisce i risultati positivi: “devo dire che rispetto a qualche anno fa, oggi i genitori sono più accorti in materia di prevenzione”. E spiega: “perché, magari un genitore al cui figlio, in prima elementare, ho riscontrato un difetto di vista, porta automaticamente anche l’altro dall’oculista, perché viene il dubbio che possa avere lo stesso problema. Infatti, poi, ad una visita successiva, trovo già il ragazzino con gli occhiali. Significa che la campagna di sensibilizzazione sta funzionando. Naturalmente, con la visita nelle scuole, non riesco a fare una diagnosi, non posso stabilire se il bambino è miope, ipermetrico o astigmatico. Capisco solo se vede o non vede. La diagnosi viene emessa a seguito dell’esame specialistico presso l’Asl”. E’ auspicabile che lo screening sanitario, nell’ambito delle scuole primarie e secondarie di primo grado, possa diventare multidisciplinare.
Cinzia Scaglione

Piazza V. Emanuele con un nuovo look.

Nuovo look per la centralissima piazza Vittorio Emanuele. Sono stati installati i nuovi pali-diffusori dell’illuminazione. I lavori rientrano nell'ambito del finanziamento ottenuto dal Comune per il progetto di riqualificazione e miglioramento del centro storico, a beneficio delle attività commerciali. Questi stessi supporti in ghisa dovrebbero essere collocati anche per illuminare la zona del lungomare, precisamente nel tratto interessato dall’intervento di pavimentazione della banchina e messa a dimora delle palme, nelle vicinanze del costruendo Circo Mare. In realtà, occorre attuare un potenziamento dell’impianto di illuminazione pubblica, decisamente carente, in diversi punti della cittadina e, in particolare, lungo tutta la via Cosenz. Problema ben noto all’amministrazione comunale e che dovrà essere affrontato quanto prima (risorse economiche permettendo), per scongiurare eventuali incidenti stradali e salvaguardare, quindi, l’incolumità dei cittadini. Per di più, nonostante i lavori di potenziamento del collettore fognario, in via di ultimazione, sul lungomare, in occasione di violenti acquazzoni (come nei giorni scorsi), la via Consenz risulta praticamente allagata.
Cinzia Scaglione

Nella foto: i nuovi pali della luce in piazza Vittorio Emanuele.

23 gennaio, 2009

Degrado e indignazione ........

Nicola ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "Protesta dei cittadini per il degrado della scalinata":

Quello che manca ai sant’agatesi è l’indignazione. Non si indignano mai. Spazzatura per la strada, ma si che vuoi che sia;

un omicidio a Caronia, ma si se lo sarà senz’altro cercato; l’amministrazione e consiglio comunale sotto inchiesta va bene, ma si... Manca l’indignazione, lo sdegno che deve prendere chiunque abbia il senso della comunità. Nel blog qualcuno racconta di un disaggio vissuto dalla propria figlia per il degrado di quella che Lei considera la sua seconda città, ebbene cosa si dice invece di indignarsi: “stattene in Toscana”.

Una precisazione di cirosca per i lettori del Blog: Il "Nicola" del commento non è "Nicola Versaci" (candidato a sindaco delle prossime elezioni comunali)

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Riattivazione delle discariche, ma anche incentivazione della raccolta differenziata. C'è tutto l'impegno dell'Ato Me 1

Per ridurre gli eccessivi costi per il conferimento in discarica, determinati dalla mancanza di invasi nell’ambito territoriale, l’Ato Me 1, di concerto con i sindaci dei comuni del comprensorio, si sta impegnando per la riattivazione di alcune discariche comunali. Tra queste, vi è quella di località Inganno. Da tempo, il sindaco Bruno Mancuso ha dato la propria disponibilità. Gli altri invasi che hanno le caratteristiche necessarie per ottenere le dovute autorizzazioni dalla Provincia e dall’ARRA (Agenzia Regionale Rifiuti e Acque) sono quello di Zappulla, nel territorio di Naso e di Cesarò. La riattivazione di queste discariche e di altre dell’ambito potrebbe portare all’abbattimento del costo del servizio rifiuti, che al momento si aggira sui 4 milioni e 800 mila euro all’anno. Un contributo fondamentale per l’abbattimento delle bollette sarà, inoltre, l’incentivazione della raccolta differenziata, che nei grossi comuni come Sant’Agata viene effettuata da una percentuale irrisoria di utenti. Se, necessario, verranno eliminati i cassonetti dell’immondizia. Obiettivo ambizioso, che determinerebbe una diminuzione dei rifiuti conferiti in discarica e una maggiore tutela dell’ambiente. Ma, compito arduo, considerando che si tratta di cambiare la mentalità di tanti cittadini, ancora non avvezzi a differenziare i rifiuti tra le mura domestiche, nonostante la massiccia informazione fornita in materia dai media. E’ pur vero che i comuni non hanno messo in atto azioni concrete per sensibilizzare gli utenti. Si è sempre parlato del controllo che avrebbero potuto effettuare tramite i vigili urbani o delle sanzioni da applicare agli inadempienti o degli incentivi per i virtuosi. Finora, però, nulla di fatto.
Cinzia Scaglione

Approvata dai sindaci la relazione della Trifilò ma i comuni dell'Halaesa sembrano intenzionati a staccarsi dall'Ato Me1.

La diffida inoltrata all’Ato Me 1 da parte dell’Ati che si occupa del servizio rifiuti ha suscitato le reazioni dei sindaci. “Siamo rassegnati – sottolinea il sindaco Bruno Mancuso - a questo punto, visto l’atto stragiudiziale notificato, la rescissione del contratto tra Ato e Nebrodi Ambiente sembra essere l’unica via percorribile. Così, non si può andare avanti”. Cosa accadrà dopo la rescissione del contratto? “Dovremo espletare una nuova gara di appalto e riassegnare il servizio. Tuttavia, dovrà essere garantita l’attuale manodopera. I lavoratori devono essere tutelati, non possono rimanere in mezzo a una strada”. Di certo, il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti dovrà comunque continuare, quando e come è da vedere. Ad esempio, i comuni della valle dell’Halaesa sembrano intenzionati a staccarsi dall’Ato Me 1 e a gestire il servizio direttamente come consorzio, in riferimento al territorio dell’aggregazione. Ipotesi che deve essere ancora vagliata, per capirne la fattibilità. L’assemblea dell’Ato Me 1, ieri, ha approvato la relazione stilata dal presidente Laura Trifilò e che riassume le azioni poste in essere per la trasformazione della società in consorzio.
Cinzia Scaglione
Nella foto: al centro il presidente dell'Ato Me 1, Laura Trifilò