15 febbraio, 2009

Morto, in un terribile incidente, Pippo Catania.

Altro terribile e funesto incidente sull'autostrada Messina-Palermo. Stamattina,intorno alle 9 sulla A20 ha perso la vita il noto commerciante Pippo Catania, 48 anni di Sant’Agata Militello. Il figlio Riccardo, diciassettenne, è rimasto lievemente ferito. Catania e il figlio stavano recandosi all’aeroporto “Falcone e Borsellino” di Punta Rais a Palermo dove avrebbero preso un volo diretto a Milano per assistere stasera al derby della Madonnina tra Inter-Milan.
Nei pressi dello svincolo di Cefalù, improvvisamente, per cuasa in corso di accertamento da parte della Polstrada di Termini Imerese che sta provvedendo ai rilievi, la Jaguar ha cominciato a sbandare finendo contro il guard-rail. Nell'impatto Pippo Catania avrebbe battuto la testa ed il torace. Illeso invece il ragazzo che ha subito soccorso il padre tirandolo fuori dall'auto e chiamando il 118. In elicottero Pippo Catania è stato trasportato al Civico di Palermo ma dopo circa tre ore di disperati tentativi dei medici, per tentare di strapparlo alla morte, l'imprenditore santagatese ha cessato di vivere. Trauma cranico e toracico la diagnosi. La Polstrada, come dicevamo, sta cercando di ricostruire la dinamica dell'incidente. La potente spider, secondo i primi rilievi, sembra, non andasse oltre i 90 chilometri orari. E' probabile che l’auto sia sbandata a causa dell'asfalto reso viscido dalla pioggia. Pippo Catania era particolarmente conosciuto in tutto l’hinterland per la sua attività imprenditoriale. Titolare di eleganti negozi di calzature e di abbigliamento a Sant'Agata Militello nella centralissima Via Campidoglio e a Capo d'Orlando, lascia la moglie ed il figlio Riccardo nella disperazione. La notizia della tragedia, diffusasi già nella tarda mattinata di oggi, ha gettato nello sconforto l'intera comunità santagatese e tutti coloro che hanno avuto la possibilità di conoscerlo ed apprezzarlo per la sua simpatia ed il suo “modo di fare” e di rapportarsi con gli amici, i conoscenti ed i clienti dei suoi negozi.

Un comitato per salvare l'ospedale. "Tagli penalizzanti e inaccettabili".

Nasce il “Comitato per la salvaguardia dell’ospedale e del distretto sanitario di Sant’Agata Militello”. Si batterà contro la riorganizzazione dei servizi sanitari a discapito del locale nosocomio e, quindi, del vasto bacino di utenza di riferimento (gli oltre 80 mila abitanti dei Nebrodi). Si tratta di un’iniziativa promossa dai consiglieri provinciali Giuseppe Miano (PD) e Marco Vicari (Udc) e dai medici dell’ospedale Antonino Lo Cicero e Carmelo Sanna. Il Comitato verrà costituito ufficialmente martedì, alle 18.30, nel salone della parrocchia Sacro Cuore, dove sono invitati a partecipare alla strutturazione dello stesso: cittadini, operatori sanitari e forze politiche del territorio. Di seguito, si passerà all’organizzazione di una prima manifestazione pubblica, prevista già per sabato prossimo, alle 18, in piazza Vittorio Emanuele, alla quale interverrà il deputato regionale Giuseppe Laccoto (PD), vice presidente della Commissione regionale Sanità. I promotori del Comitato sottolineano l’importanza del coinvolgimento di più persone possibili, affinché ciascuno possa portare il proprio contributo al fine di innescare un processo di difesa dell’ospedale e del distretto sanitario. Sollecitano “operatori sanitari, pensionati, giovani e, in generale, i cittadini ad aderire all’iniziativa e a mobilitarsi per fare sentire forte la voce della protesta e chiedere conto dei procedimenti in corso e delle scelte che la regione siciliana e la direzione generale dell’Asl 5 Me stanno portando avanti”. Sarebbe stato presentato dai vertici dell’Asl 5 all’assessorato regionale della Sanità un piano di rimodulazione che prevede la soppressione di alcuni reparti con accorpamenti in nosocomi vicini e lo spostamento dei servizi sanitari territoriali di alcuni comuni appartenenti al distretto di Sant’Agata verso quello di Patti. Secondo il costituendo Comitato, occorre “esprimere la propria indignazione e fare sentire forte la voce della base contro scelte assolutamente scellerate e penalizzanti per il nostro territorio, che potrebbero portare al ridimensionamento delle attività ospedaliere o, addirittura, alla chiusura dell’ospedale”. Per il distretto è previsto, invece, lo scorporo dei comuni di Capo d’Orlando, Tortorici, Castell’Umberto e Naso. “Se tale previsione dovesse trovare attuazione – conclude il costituendo Comitato - si potrebbe avere una ricaduta a catena di segno assolutamente negativo su tutte le altre attività economiche, uffici, servizi, che attualmente sono presenti sul territorio comunale, con una penalizzazione e marginalizzazione sempre più accentuata della nostra realtà nel contesto regionale e dei Nebrodi”.
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Pare che il piano di rimodulazione dei servizi sanitari preveda la soppressione del reparto di Cardiologia e dell’Utic-Unità terapia intensiva coronaria. Una grande beffa se consideriamo che quest’ultima è stata inaugurata in maniera solenne il 27 dicembre del 2005, con cerimonia “officiata” dall’allora ministro della Salute Francesco Storace. Peccato, però, che non sia stata mai attivata per la mancata emanazione di un semplice provvedimento regionale di autorizzazione. Eppure a suo tempo sono stati acquistati i monitor multiparametrici. E i cavalieri di Malta hanno fatto una promessa di donazione di 100 mila euro per l’acquisto di un intensificatore di brillanza, che consentirebbe di avviare il connesso servizio di emodinamica (non presente neanche all’ospedale di Patti). Forte preoccupazione sia per il depotenziamento dell’ospedale che per la rimodulazione del distretto sanitario è stata espressa dal sindaco Bruno Mancuso e dai sindaci di Capo D’Orlando e Tortorici, Enzo Sindoni e Maurilio Foti.
Cinzia Scaglione

Puleo, in un'interrogazione, contesta la localizzazione del Palasport.

Un’interrogazione sul Palazzetto dello sport è stata presentata al sindaco da parte del vice presidente del Consiglio comunale, Giuseppe Puleo. Quest’ultimo chiede di conoscere il motivo per il quale l’amministrazione comunale ha scelto quale sito per la realizzazione della struttura la zona del “Parco degli Ulivi”, a suo parere non idonea ad ospitare tale insediamento, per la mancanza di posteggi e della viabilità necessaria. Inoltre, se si tratta di un’area conforme allo strumento urbanistico, se nella stessa esiste ed è stato approvato un piano di lottizzazione e se è vero che si tratta di una tensostruttura. Chiede anche di conoscere la fase in cui si trova il progetto di finanza e le procedure fino ad oggi seguite. Infine, se non si ritiene più opportuno la realizzazione del progetto del palazzetto in località Piana, come previsto nel P.R.G. e dalla deliberazione consiliare del 23 luglio del 2002.

Pedofilia. La proposta del club Solaris al vaglio dei deputati.

Passo avanti verso l’approvazione della bozza di legge contro la pedofilia. Dopo le critiche lanciate qualche giorno fa dal presidente del locale Club Solaris, Giuseppe Cracò, in merito ai ritardi che hanno contraddistinto l’iter di accoglimento delle proposte avanzate dall’associazione santagatese alla Commissione Parlamentare per l’Infanzia, adesso arriva la comunicazione dell’onorevole Alessandra Mussolini. “Dal momento in cui mi sono insediata alla Presidenza della Commissione Bicamerale – si legge nella nota – ho cercato di incontrare personalmente e in audizione in Commissione, il maggior numero possibile di operatori del settore, al fine di avere un quadro il più possibile completo delle insidie che circondano i bambini del nostro Paese”. L’iter, dunque, non si è arenato. Lo scorso 3 febbraio, Cracò, è stato ricevuto, a Palazzo Chigi, dal capo del cerimoniale di Palazzo Chigi, Ficorilli. Il presidente del Club Solaris (associazione iscritta all’anagrafe unica delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale) ha sollecitato la partecipazione di qualche ministro al convegno “Pedofilia quale verità”, che dovrebbe tenersi nella cittadina il 28 marzo. Ricordiamo che la proposta del Club Solaris prevede, in particolare, la riforma dell’art. 157 sulla prescrizione dei reati di pedofilia, l’oscuramento di siti internet ingannevoli e maggiore informazione sul tema dell’abuso nelle scuole pubbliche. E’ stata sottoscritta da 44 deputati regionali e nazionali. Tra questi gli onorevoli Gabriella Carlucci (vice presidente Commissione Infanzia) ed Emma Bonino (vice presidente del Senato).
Cinzia Scaglione

14 febbraio, 2009

Nettezza urbana, stipendi ancora "chimera"

Sono tornati a lavoro, ma gli animi sono ancora tesi. Già ieri mattina i 180 operatori del servizio rifiuti avrebbero dovuto ricevere gli assegni nominali e non trasferibili relativi allo stipendio di novembre. Ma, l’Ato Me 1 ha effettuato il bonifico lo scorso giovedì, nel tardo pomeriggio, con valuta a lunedì prossimo. Un rinvio mal digerito dai dipendenti. Una rappresentanza degli operatori, infatti, ieri mattina, ha protestato presso gli uffici della Nebrodi Ambiente (società consortile che si occupa dei servizi ecologici nel comprensorio, per conto, appunto, dell’Ato Me 1), a Capo D’Orlando, in via Trazzera Marina. Il presidente dell’Ato Me 1, Laura Trifilò, in occasione del recente incontro con il Sindacato, alla presenza del Prefetto, ha ribadito che subito dopo il pagamento della mensilità di novembre verrà corrisposta la tredicesima ed entro il primo marzo verrà pagato il salario di dicembre. Con senso di responsabilità, comunque, già da quando al Sindacato era pervenuta la convocazione da parte del Prefetto, i lavoratori avevano sospeso l’occupazione delle aule consiliari di Sant’Agata e Capo D’Orlando, nonché della sede dell’Ato, per tornare a raccogliere la spazzatura. L’obiettivo di Cgil, Cisl e Uil rimane quello di trovare un’intesa con il gestore del servizio, che – ricordiamo – ha avviato le procedure di licenziamento collettivo, vantando nei confronti dell’Ato Me 1 un credito che adesso ammonterebbe a 25 milioni di euro. Giovedì scorso, è scaduto il termine per il pagamento delle bollette rifiuti relative al primo semestre 2008. Gli introiti verranno utilizzati per il pagamento diretto dei salari arretrati dei lavoratori. Su sollecitazione del Prefetto, nei prossimi giorni, il CdA dell’Ato Me 1 si rapporterà con il Comitato ristretto dei sindaci per cercare di individuare le strategie da mettere in atto al fine di scongiurare il licenziamento degli operatori e stilare un piano di rientro dei debiti maturati dalla società d’ambito nei riguardi del gestore.
Cinzia Scaglione

Armi, minacce, usura: il "Gatto" scarcerato

Convalidato l’arresto e rimesso in libertà con obbligo di firma presso il Commissariato. Questa la decisione del giudice Vincenzo Mandanici nei confronti di Franco Caiolo, 35 anni, santagatese, arrestato l’altro ieri dalla polizia con l’accusa di “porto d’armi abusivo, danneggiamento aggravato e minacce gravi”. Il pm Calogero Ingrillì aveva chiesto la detenzione in carcere, misura rigettata dal giudice. Il processo è stato rinviato a marzo. Caiolo è difeso dall’avvocato Alessandro Pruiti. Il fermo dell’uomo, con numerosi precedenti per rapina, lesioni, minacce, ricettazione, truffa, falsità materiali, spendita di moneta falsa, violazioni di domicilio, è scaturito a seguito della denuncia di due commercianti che si erano rifugiati in Commissariato raccontando di essere scampati alle ire del “Gattu” (soprannome dell’indagato). I due esercenti avevano chiesto una proroga per la restituzione di un prestito di 5 mila euro. Ma, Caiolo sarebbe andato in escandescenze e si sarebbe munito di un coltello con lama 18 centimetri, brandendolo verso i malcapitati e tagliando gli pneumatici dell’autovettura di questi ultimi. Motivi per i quali è stato tratto in arresto. Inoltre, dalla perquisizione personale e dell’abitazione di Caiolo sarebbero stati rinvenuti, rispettivamente, 15 mila euro in contanti, nonché assegni per 25 mila euro e fotocopie di assegni per altri 20 mila euro, due carte di credito e un libro mastro con nominativi di persone (soprattutto commercianti locali) che dovrebbero corrispondergli delle somme. La polizia sta indagando. Tra le ipotesi quella del reato di usura.
Cinzia Scaglione