E’ stata al centro di lamentele, proteste e persino di un’interrogazione consiliare. Si tratta della scalinata centrale che si affaccia sulla piazza Andrea Speciale e che fino a poco tempo fa rappresentava la via di acceso principale dell’ufficio postale di via Goldoni. Per diversi mesi è rimasta piena di erbacce e ostruita dal tronco di un albero abbattutosi sulla stessa durante una giornata di maltempo. La mancata manutenzione aveva spinto la direzione dell’Ente Poste a chiudere permanentemente il cancello situato alla fine della gradinata. Da ieri mattina, però, la scalinata è nuovamente fruibile. La chiusura, a suo tempo, aveva scatenato una serie di polemiche, in quanto l’unico cancello aperto al pubblico era quello posizionato in via Goldoni, una stradina che si trova al termine di una piccola salita e che è caratterizzata dalla presenza di due palazzine. In particolare, i residenti di questa via sono stati costretti a convivere con una situazione di caos per la costante presenza di autovetture parcheggiate a ridosso dell’ingresso, spesso lasciate anche in doppia fila. Disagi anche per le persone anziane, che preferivano salire la gradinata centrale invece di allungare il proprio percorso per raggiungere l’ufficio postale attraverso la salita di via Goldoni. Intanto, la scalinata continuava a versare in completo stato di abbandono, ricoperta da erbacce e ostruita dal tronco di un albero a dimora nello spazio verde adiacente. Ente Poste e Comune, nel contempo, erano protagonisti di un rimbalzo di competenze in merito agli interventi di pulizia e manutenzione da effettuare. Gli abitanti del quartiere, stanchi di aspettare, avevano deciso di avviare una raccolta di firme. Poi, il consigliere comunale di minoranza Calogero Maniaci (capo gruppo Udc), ha presentato un’interrogazione per capire chi avrebbe dovuto eseguire i lavori di bonifica e chiedendo all’amministrazione comunale di attivarsi quanto prima. Qualche giorno fa, il Comune ha attuato i lavori di pulizia e sistemazione del verde. E ieri mattina, dopo mesi di attesa, è stato finalmente riaperto il cancello centrale dell’ufficio postale. ------------------ Il direttore dell'Ufficio Postale Centrale: "Gli scalini sono danneggiati in diversi punti". “A seguito della presentazione dell’interrogazione consiliare – spiega il direttore dell’ufficio postale, Salvatore Torre – è stato effettuato un lavoro di accertamento delle competenze in riferimento alla manutenzione della scalinata. Alla fine, è saltato fuori un vecchio documento in base al quale risultava che l’area che comprende la scalinata era stata ceduta dal proprietario del terreno al Comune”. Così, qualche giorno fa, la gradinata è stata pulita e liberata dal tronco d’albero. Tuttavia, gli scalini risultano danneggiati in diversi punti, piccoli cedimenti di cemento che evidenziano anche il sottostante sostegno in ferro. E’ necessario, dunque, effettuare un intervento di manutenzione e la “competenza” – adesso è certo – è del Comune.
Sono fermi ormai da mesi (dallo scorso aprile) i lavori di ristrutturazione e adeguamento sismico dell’ospedale, situato in via Medici. Una sospensione che ha creato non poche preoccupazioni tra il personale medico e gli operatori, nonché gli utenti del distretto sanitario, sebbene la direzione sanitaria avesse riferito che si trattava solo di una sospensione temporanea, in attesa dell’approvazione, da parte del Genio civile, del progetto di variante riguardante la modifica dell’abbattimento dei piani. Ricordiamo, infatti, che il progetto originario prevedeva la demolizione di due piani del plesso vecchio dell’ospedale. Ma, l’azienda sanitaria ha poi fatto marcia indietro a seguito della forte protesta messa in atto lo scorso anno dai sindaci del comprensorio, le organizzazioni sindacali, un gruppo di medici e di cittadini e dopo numerosi incontri tra le parti e indagini strutturali eseguite da una ditta specializzata. Ed ha accettato la proposta formulata dall’equipe di esperti incaricati dai sindaci, ovvero quella di abbattere soltanto un piano per non eliminare possibilità logistiche di attuazione dell’atto aziendale e, contestualmente, di potenziamento e istituzione di nuovi servizi. L’ultimo piano è stato demolito, ma l’intervento di ristrutturazione deve essere ancora ultimato. La variante ha comportato nuovi calcoli statici ed una nuova ricognizione delle risorse economiche a disposizione. Nell’attesa dell’approvazione del progetto di revisione, la ditta ha smontato parti del ponteggio perché aveva la necessità temporanea di portarle in un altro cantiere. Venerdì scorso, finalmente, è stato effettuato un sopralluogo da parte della Commissione tecnica del Genio civile di Messina, alla presenza del direttore dei lavori Massimo Famulari. L’esito della verifica sembra essere positivo. A breve, dunque, si dovrebbe concludere l’iter burocratico, con conseguente riattivazione del cantiere.
Approvato dalla Giunta comunale un avviso pubblico per reperire un immobile da adibire a Palazzo dei servizi. La struttura comunale è , infatti, articolata in diversi plessi, con conseguenti disagi anche nella gestione del personale. L’Ente, per canoni di affitto, paga circa 90 mila euro all’anno. Oltre all’edificio principale situato in via Medici, proprio di fronte piazza Crispi, vi è quello retrostante, Palazzo Faraci, che ospita gli uffici dell’area tecnica. Inoltre, sedi dislocate in via Roma (Urp, ufficio Gare, protezione civile), in piazza Di Paola (Pit 21 e ufficio Commercio) e presso Palazzo “Perdichizzi” (situato tra piazza Crispi e via Roma – uffici Spettacolo, Servizi sociali, Personale). Complessivamente, lavorano al Comune 128 unità di ruolo, oltre a 93 lavoratori “contrattisti” e una settantina di Asu-Lsu.“Cerchiamo un immobile che abbia una serie di requisiti – dichiara il sindaco Bruno Mancuso - ovvero che sia di nuova costruzione, con una superficie intorno ai 2 mila metri quadrati, che sia quanto più possibile nel centro urbano, dotato di parcheggi e naturalmente a norma, al fine di concentrare in questo palazzo tutti gli uffici attualmente decentrati. Potremo, quindi, ottimizzare i servizi e rendere più funzionale l’amministrazione”. La Giunta ha dato mandato per la pubblicazione dell’avviso. Entro 30 giorni dalla pubblicazione, dovranno essere presentate le offerte. Una soluzione temporanea, in attesa della realizzazione di una nuova Casa Comunale, di cui da tempo si parla. Era stata individuata un’area in località Cannamelata(vedi foto), compresa tra il plesso che ospita il liceo classico e linguistico “Leonardo Sciascia”e quello dell’asilo nido “Cannamelata”. E’ delimitata lato mare dalla linea ferrata e lato monte da via Ragusa. Il Comune dispone di uno studio di fattibilità.
“Piazza Capita versa in stato di degrado”. A denunciarlo sono gli stessi residenti, che chiedono un intervento immediato da parte dell’amministrazione comunale. La zona in questione è interessata settimanalmente dallo svolgimento del mercato. Inoltre, piazza Capita, realizzata qualche anno fa, rappresenta soprattutto per gli abitanti del quartiere un punto di ritrovo, crocevia delle contrade Capita, Terreforti e Torrecandele. Le lamentele riguardano la mancata pulizia e sistemazione del verde all’interno della piazza e l’assenza della segnaletica con la denominazione delle strade. “Nessuno sa che la strada che costeggia piazza Capita è la via Torrecandele – sottolinea Giacomo Corrao, che abita proprio nelle immediate vicinanze della piazza e l’anno scorso ha effettuato una raccolta di firme - è una zona sconosciuta. E basta guardare questa piazza per rendersi conto del degrado. La manutenzione è stata fatta solo due o tre volte. Quando c’è il mercato, le persone anziane vengono qui con l’intento di sedersi su qualche panchina e rilassarsi un po’, mentre i giovani vengono a mangiare qualche panino. Ma, nelle condizioni in cui versa la piazza è pericoloso. Le sterpaglie sono alte e c’è anche qualche serpente. Non si può neanche salire la gradinata, perché alla base è pieno di sterpaglie. E i cestini per i rifiuti sono quasi tutti rotti”. Per quanto riguarda il danneggiamento dei cestini, si tratta naturalmente di atti vandalici. La raccolta di firme dei residenti delle contrade Torrecandele, Terreforti e Capita era stata presentata al Comune lo scorso anno. Veniva evidenziata la “pessima e addirittura nulla manutenzione del verde di piazza Capita e delle aree limitrofe, definite aree abbandonate con erbacce, rovi e insetti”. Si rilevava anche la mancata segnalazione delle diverse contrade e denominazione dei quartieri e delle vie, nonché l’assenza dei numeri civici e della segnaletica, che “rendono impossibile la riconoscibilità dell’intero abitato”. Disagi persino per gli operatori postali, che riscontrano difficoltà nella consegna della posta. Un problema del quale si era fatto portavoce, già lo scorso anno, il consigliere comunale Giuseppe Puleo, allora vice presidente del consiglio e oggi consigliere di minoranza (capo gruppo Pd), con un’interrogazione. Il sindaco Bruno Mancuso, interpellato sull’argomento, dichiara che è stato già avviato l’intervento di manutenzione del verde e che presto verrà effettuato anche in località Capita. Per quanto riguarda la denominazione delle strade, riferisce che se ne occuperà la Commissione Toponomastica, recentemente nominata, alla prima riunione di prossima convocazione.
Cinzia Scaglione
Nelle foto: Giacomo Corrao, residente nel quartiere Capita, fa notare la mancata manutenzione del verde in piazza Capita.
Il servizio Video-audio. (Clicca sul simbolo "Play" per visionarlo)
Traffico in tilt e pericolo per l’incolumità dei pedoni nell’area che gravita attorno alla sede centrale del primo istituto comprensivo “Capuana”, situata in via Vittorio Veneto. Gli ingorghi stradali si verificano negli orari di ingresso ed uscita dei bambini dalla scuola elementare. Un vero e proprio caos si determina a causa dell’eccessiva confluenza di veicoli nella zona, raggiunta anche dal mini-bus scuola che il Comune mette a disposizione dei piccoli che abitano nelle contrade o in periferia. Viene interdetto al traffico solo un piccolo tratto della via Veneto, transennato e regolamentato dalla presenza dei vigili urbani, precisamente qualche metro della strada prospiciente il portone d’ingresso, dove tra l’altro viene effettuata la sosta del mini-bus scuola. C’è anche da dire che il resto della via Veneto è caratterizzato dalla sosta selvaggia e da autovetture parcheggiate sui marciapiedi e in doppia fila. La situazione poi diventa critica lungo la perpendicolare via Oliveto secondo: una strada di ridotte dimensioni, che costeggia il plesso scolastico, dove vige il senso unico di marcia in direzione monti-mare e sistematicamente occupata, per una parte, dalle autovetture in sosta sul lato sinistro. Il marciapiedi è pressoché inesistente, dal momento che non si estende per tutta la lunghezza della via ed è di larghezza ridotta. Inoltre, questa via viene sovente percorsa contromano dai motociclisti. Decisamente pericoloso, poi, l’incrocio della stessa con la via San Martino, anche a causa della mancanza di strisce pedonali. E’ dunque a rischio l’incolumità soprattutto dei bambini non accompagnati dai genitori, in genere gli alunni delle ultime classi elementari, che entrano ed escono da scuola autonomamente. La preoccupazione dei genitori è grande. E fioccano le lamentele: “la via Oliveto secondo ha un fondo stradale dissestato – sottolineano – le auto posteggiate sulla sinistra non consentono ai pedoni di poterla percorrere senza pericoli. Sulla destra, invece, il marciapiedi è insufficiente, stretto e interrotto in qualche punto. Probabilmente, negli orari di ingresso ed uscita dalla scuola, sarebbe opportuno chiuderla, non consentire il transito delle auto e presidiare l’incrocio con la via San Martino con l’ausilio dei vigili urbani”. Abbiamo sottoposto il problema all’attenzione dell’assessore alla Viabilità, Antonio Scurria, che dichiara: “nei prossimi giorni, esaminerò la questione insieme al comandante del corpo di polizia municipale e cercheremo di capire quali siano le soluzioni più opportune per la risoluzione del problema, se quindi con un maggiore impiego di forze o con qualche piccolo intervento strutturale, quale la realizzazione di un marciapiedi idoneo, compatibilmente con le esigue risorse a disposizione”.
Riceviamo e pubblichiamo integralmente il "Comunicato Stampa" che ci ha inviato il consigliere di minoranza, Calogero Maniaci, capo-gruppo UDC.
Agli Organi di Stampa
LORO SEDI
Sono rammaricato per la mancata condivisione da parte della Maggioranza, sulla mozione da me proposta al Consiglio Comunale di lunedì 21 settembre e relativa alla istituzione di una “Anagrafe on line dei Consiglieri Comunali”. Non è stato capito e condiviso dalla Maggioranza lo spirito della mozione che voleva essere un tentativo di riprendere il collegamento con la città mettendo in rete degli spazi sul sito internet del comune dedicati alla attività dei Consiglieri Comunali.
Percepisco ogni giorno di più con grande preoccupazione che i cittadini sono completamente scollegati dalle istituzioni, non se ne interessano, spesso non sanno neanche chi siano e cosa facciano i Consiglieri Comunali, o si convincono che fare il Consigliere Comunale sia un modo per coltivare i propri hobbies ed i propri interessi.
La Maggioranza ha seguito il Consigliere Amata blindandosi sul rifiuto alla pubblicazione dei dati reddituali che già sono oggetto di pubblicità e che rappresentavo solo un residuale aspetto della mozione. Non capisco quale motivazione a tale rifiuto possa essere più importante di un segnale di trasparenza come quello contenuto nella mozione che si poneva come obiettivo la pubblicazione sul sito internet comunale di una scheda completa per ogni Consigliere Comunale finalizzata a far conoscere ai cittadini i propri rappresentanti.
Ritengo che sia un grande segnale di trasparenza e democrazia quello rendere pubblici in modo sintetico e riepilogativo tutti gli atti che pone in essere un Consigliere Comunale al fine di permettere ai cittadini di valutarne l’operato.
Io sono convinto che la gente abbia voglia di partecipare e di "entrare nel palazzo” ma la bocciatura della mia mozione indica a mio giudizio l’assenza della volontà politica da parte della Maggioranza di far conoscere alla gente il proprio operato e restare nell’anonimato.
Tutta l’Opposizione è d’accordo nel proseguire la strada indicata dalla mozione e considerata la mancanza di collaborazione della Maggioranza, vorrà dire che cercheremo di provvedere autonomamente nel più breve tempo possibile con la creazione di un sito internet da utilizzare per le finalità contenute nella mozione.