Notizie da Sant'Agata di Miltello . Commenti . Rassegna Stampa
26 dicembre, 2009
24 dicembre, 2009
Sant'Agata di Militello. Compie cento anni. Festa per Vincenza. Una Targa dal Sindaco e 200 ospiti in parrocchia per il compleanno della signora Virga-Puleo..
Erano
in 200, tra figli, nipoti e pronipoti, lo scorso lunedì sera, nella
parrocchia della chiesa Madre, per festeggiare i cento anni di Vincenza
Virga, in Puleo. I festeggiamenti sono stati preceduti dalla funzione
liturgica, celebrata da monsignor Spiccia, alla presenza anche del
sindaco Bruno Mancuso, che ha omaggiato la “nonnina”, con una
targa-ricordo donata dall’Ente. Vincenza, perfettamente lucida e
visibilmente commossa, era sposata con Giuseppe Puleo, morto nel ’94,
nonno del consigliere comunale di minoranza Giuseppe Puleo.
Ai festeggiamenti erano presenti ben cinque generazioni, a partire dai figli Rosina, Pippo, Matteo, Rosalia, Maria e Carmelina (da sinistra, nella foto. Al centro Vincenza).
Cinzia Scaglione
Sant'Agata di Militello. Comincia la rimozione dei cassonetti. Rifiuti, si cambia tra le polemiche. Gli utenti protestano per il raddoppio delle tasse.
Ha
preso il via, ieri mattina, la rimozione dei cassonetti dell’immondizia
dal centro urbano. Alcune strade, quali la via Asmara, sono state già
interessate dal provvedimento attuato dagli operatori della Nebrodi
Ambiente (società consortile che si occupa dei servizi ecologici nel
comprensorio per conto dell’Ato Me 1). Attraverso l’audio di un
altoparlante, montato sul tettuccio di un’autovettura, gli utenti sono
stati avvisati della novità. Il servizio di raccolta differenziata dei
rifiuti, con modalità “porta a porta”, è iniziato giorni fa. Adesso,
per cercare di incrementare la percentuale di utenti “virtuosi”
(attualmente irrisoria), si sperimenta questo nuovo provvedimento. I
cassonetti pubblici sono via via destinati a scomparire dal centro
urbano. Rimangono solo i contenitori per la raccolta di scarpe e
vestiti usati (vedi foto). Ma, sono in tanti i cittadini non ancora
avvezzi o restii a dividere i rifiuti per tipologia tra le mura
domestiche. Così, non curanti del fatto che i cassonetti sono stati
rimossi, continuano a depositare i sacchetti dell’immondizia laddove
prima era collocato l’apposito contenitore (vedi foto). Ed ecco che il
risultato finale non è proprio quello sperato dai responsabili del
servizio. E proprio in questi giorni di pre-festività, fanno la loro
comparsa sui marciapiedi i sacchetti dei rifiuti. “Certo – sono
consapevoli gli operatori – ci vorrà del tempo affinché gli utenti si
abituino”. In realtà, però, da quando anni fa è partita la raccolta
differenziata “porta a porta” (poi interrotta e adesso ripartita), di
tempo ne è passato. Ma, l’unico obiettivo raggiunto, perlomeno nella
cittadina, è quello di un misero 10 per cento o poco più. Riuscire a
raggiungere il 40 per cento entro questo mese, per non incorrere nelle
pesanti penali previste dall’Unione Europea per i comuni inadempienti,
è pura utopia. L’unica cosa certa è lo sconsiderato aumento
dell’importo delle bollette Tia (Tariffa di igiene ambientale)
recapitate agli utenti nei giorni scorsi e con scadenza il 28. Si
tratta delle fatture relative al primo quadrimestre 2009, con cifre più
che raddoppiate rispetto allo scorso anno. E per di più con
l’applicazione dell’Iva, nonostante la sentenza della Corte
Costituzionale dello scorso 24 luglio abbia stabilito che la Tia non
debba essere assoggettata ad Iva. Lo scorso settembre, il consiglio
comunale aveva approvato
la mozione presentata dai consiglieri di maggioranza Barbuzza,
Giallanza, Germanà e Pappalardo, inerente la richiesta di abolizione
dell’Iva sulla Tia, in forza di questa sentenza. Il consigliere
Barbuzza fa sapere che, se entro il 28 non riceverà una spiegazione
plausibile da parte dei vertici dell’Ato, si rivolgerà al Prefetto per
la mancata applicazione della sentenza. Per quanto riguarda, invece,
l’aumento dell’importo delle bollette, dovrebbe essere legato al
raggiungimento del cento per cento della fatturazione del servizio
(negli anni passati incrementato progressivamente).
Cinzia Scaglione
Nella foto: Un contenitore in via Asmara e sacchetti di spazzatura per terra.
Fonte: Giornale di Sicilia - Edizione Messina - Cronaca di Sant'Agata.
23 dicembre, 2009
Sant'Agata di Militello. Un presepe particolare in memoria di Nino Armeli. E' stato realizzato con materiale riciclato.
Un caratteristico ed innovativo “Presepe Café” è stato realizzato in contrada Telegrafo in memoria di Nino Armeli, noto imprenditore santagatese, organizzatore di manifestazioni e competizioni sportive (quali il campionato
regionale di Go – Kart), scomparso nel 2006. Gli ideatori ed esecutori
della creazione sono il nipote Marco Armeli e l’amico Salvatore Merlino, rispettivamente tecnico di macchine da caffè ed infermiere professionale. Lo hanno realizzato in un paio di settimane, lavorandovi nella pausa pranzo e nelle ore notturne. Avvalendosi di materiali riciclati e biodegradabili,
hanno cercato di dare un tocco di originalità alla tradizionale
rappresentazione simbolica della nascita di Gesù. E così, unendo
manualità e creatività, hanno regalato al quartiere un presepe “sui
generis”, con una cialda nella mangiatoia (dove verrà adagiata la statuetta di Gesù bambino), resine di depuratori per sabbia, chicchi di caffè per ciottoli e torrefazioni in miniatura dentro le casette. Hanno anche ideato un sistema per il riciclo dell’acqua, che esce dalla macchina del caffè e viene azionata con la pompa di una vecchia lavatrice.
Cinzia Scaglione
Nella foto : da sinistra, Marco Armeli e Salvatore Merlino.
Consolo lascia Milano, torna a Sant'Agata di Militello sua città natale,
Lasciò Messina nel '68 per un posto in rai
Consolo: «Addio Milano irriconoscibile, a 76 anni torno in Sicilia»
Lo scrittore lascia la città che l'ha ospitato per quarant'anni
![]() |
| Vincenzo Consolo (Epa) |
22 dicembre 2009
Fonte: Corriere della sera
22 dicembre, 2009
Sant'Agata di Militello. L'onorevole Laccoto, presidente della Commissione regionale alla Sanità e Salvatore Giuffrida, direttore generale dell'Asp in visita all'ospedale. Il nosocomio resterà presidio di emergenza di primo grado e verranno potenziati e migliorati servizi e attrezzature..
Assicurata
la permanenza del presidio ospedaliero e inserita in pianta organica
l’attivazione dell’Utic-Unità di terapia intensiva coronarica, con due
posti letto. Adesso, i sindaci si batteranno per ottenere l’emodinamica
e la rianimazione. Questi i punti cardine emersi nel corso della
conferenza stampa tenutasi ieri mattina, all’ospedale, alla presenza
dell’onorevole Giuseppe Laccoto, presidente della Commissione regionale
alla Sanità, del direttore generale dell’Asp, Salvatore Giuffrida, del sindaco Bruno Mancuso e dei dirigenti medici. A fare gli onori di casa il direttore sanitario dell’ospedale Paolina Reitano. L’onorevole Laccoto ha effettuato un sopralluogo per verificare gli standard di sicurezza e funzionalità dei reparti. Profondo conoscitore della realtà territoriale nebroidea, ha sottolineato l’importanza di puntare sull’ospedale come presidio di spicco per l’emergenza, di
riferimento per il comprensorio, “proprio per la particolare situazione
orogeografica e il vasto bacino di utenza al quale afferisce (circa centomila abitanti)”. Confermati i posti letto per acuti (complessivamente 82 - ieri, è stata approvata in conferenza dei sindaci la proposta avanzata dal direttore generale), ai quali però bisognerà aggiungere quelli di riabilitazione e lungodegenza (che devono essere ancora stabiliti). Inoltre, l’onorevole Laccoto ha evidenziato la necessità di potenziare, sia a livello di organico che dal punto di vista logistico, il pronto soccorso, il laboratorio di analisi e la Cardiologia. E di attuare il rinnovamento tecnologico della Radiologia: “l’ospedale ha bisogno di una Tac con tecnologia nuova e di un mammografo digitalizzato”. Per quanto riguarda i lavori di ristrutturazione della parte centrale dell’ospedale, ancora fermi,
il direttore generale Giuffrida ha riferito che i ritardi sono da
addebitare alla predisposizione di una variante a cura della ditta
aggiudicataria, ma che riprenderanno quanto prima. Tuttavia, per il completamento del terzo piano occorrono ulteriori somme, che l’onorevole Laccoto e il direttore generale si sono impegnati a recuperare. “Il destino dell’ospedale di Sant’Agata – ha dichiarato Giuffrida – è quello di presidio di emergenza di primo livello. Abbiamo confermato un congruo numero di posti letto per acuti e chiesto che venga potenziata l’area medica dell’emergenza con una cardiologia con posti letto per Utic”. Il sindaco Mancuso
convocherà, nei prossimi giorni, una conferenza dei sindaci, al fine di
integrare la proposta dell’Asp con ulteriori indicazioni. “La rianimazione non è nelle competenze della programmazione provinciale - afferma Mancuso - ma noi sindaci, con un documento integrativo, chiederemo questo servizio o, in subordine, anche due posti di terapia intensiva post-operatoria, così come l’emodinamica. Quest’ultima dovrà essere collocata in uno degli ospedali della fascia tirrenica e ci batteremo affinché questo presidio possa essere quello di Sant’Agata, per centralità territoriale e bacino di utenza”. Mancuso si impegnerà anche per far sì che, nell’ambito dell’attuazione del piano strategico, l’ospedale possa beneficiare dei fondi comunitari. I sindacati vigileranno sull’effettiva concretizzazione dei propositi.
Cinzia Scaglione
Nella foto: da sinistra il sindaco Bruno Mancuso, l’onorevole Giuseppe Laccoto (presidente della Commissione
regionale alla Sanità), il direttore sanitario dell’Asp, Santino Conti (dietro) e il direttore generale dell’Asp, Salvatore Giuffrida.
Fonte: Giornale di Sicilia - Edizione Messina - Cronaca di Sant'Agata.
Fonte: Giornale di Sicilia - Edizione Messina - Cronaca di Sant'Agata.
Iscriviti a:
Post (Atom)
.jpg)

.jpg)