Pronto uno stralcio del progetto per la realizzazione di una elisuperficie h24, in contrada Pianetta. L’ufficio tecnico comunale dovrà adesso trasmetterlo al Dipartimento regionale della protezione civile per l’approvazione e la conseguente erogazione di un finanziamento di 200 mila euro, già previsto in bilancio. La redazione del progetto di questo primo lotto appaltabile nasce dall’esigenza dell’amministrazione comunale di poter usufruire in tempi brevi del contributo. La superficie totale interessata è di circa 5 mila metri quadrati. E’ prevista la costruzione di una piazzola di atterraggio e l’installazione dell’impianto di illuminazione per il regolare svolgimento dell’attività notturna. L’elipista potrà diventare un punto di riferimento per la prevenzione degli incendi nell’area nebroidea, utilizzata per il soccorso anti-incendio. Inoltre, verrà utilizzata per le emergenze sanitarie, rilanciando lo stesso presidio ospedaliero sotto il profilo della gestione delle emergenze, con grande vantaggio per le comunità dei Nebrodi. L’ospedale, infatti, si trova in una posizione strategica rispetto al distretto di competenza, centrale per il bacino d’utenza del comprensorio dei Nebrodi. 
Tale infrastruttura è da ritenersi “salvavita” ad esempio per i pazienti critici che necessitano di essere trasferiti, tempestivamente, presso strutture sanitarie specializzate. Attualmente, si continua ad usufruire del campo sportivo Fresina, in terra battuta. L’immenso polverone che si crea può determinare danni all’elicottero (come è già successo), tali da non poter riprendere il volo. E ancora, potrà diventare la base strategica di riferimento delle forze dell’ordine. Infine, al di là della prioritaria funzione di elisoccorso, non bisogna dimenticare l’importanza che acquisterebbe nell’ambito del settore turistico, favorendo lo sviluppo di un sistema più equilibrato ed integrato di mobilità.
Nelle foto: elaborazioni fotorealistiche della struttura .

il 2 dicembre scorso parto dalla Toscana dove vivo, passo da Roma e prelevo mia figlia con una sua amica. Durante il tragitto ho sentito più volte mia figlia tessere le lode di sant'agata. In serata arriviamo a Sant'Agata e appena usciti dallo svincolo il primo cumulo di spazzatura, prende anche parte delle carreggiata, le macchine curvano per evitare l'immondizia. Circonvallazione Don Bosco, Via San Martino, altezza Via della Carità, li dove una volta c'era la casa del negus, un'immensa discarica a cielo aperto di spazzatura dove spiccavano soprattutto le borse rosse del mercato alimentare. A questo punto noto mia figlia che inizia a vergognarsi. Si si vergogna dell'amica e di tutto quello che aveva detto lungo il tragitto. Cerco di stemperare la tensione paragonando Sant'Agata a Napoli. La situazione si fa più fosca anzi nera al bivio di Militello dove la spazzatura raggiungeva una ammasso enorme. Le cose nei giorni successivi non sono cambiate.