05 febbraio, 2009

Ato Me 1. Il sindacato: "Nessuno dovrà perdere il posto" e il sindaco Bruno Mancuso: "Troveremo la soluzione".

Il Sindacato si è attivato per far sì che i lavoratori non perdano il posto di lavoro. Ma, si chiede:
i rappresentanti dell’Ato Me 1 e i sindaci dove sono?
E il responsabile zonale della Uil, Nunzio Musca, aggiunge: “se non ci sarà un intervento concreto da parte dei sindaci e della Prefettura, rischieremo di avere la spazzatura per mesi sulle nostre strade”. Abbiamo interpellato il sindaco Bruno Mancuso, che sottolinea: “noi sindaci, in sede di assemblea, abbiamo individuato le soluzioni necessarie per venire a capo della situazione. Ma, ci sono dei tempi affinché il CdA dell’Ato possa attuare le nostre direttive. L’Ato è in grave crisi di liquidità. Avrebbe bisogno di una boccata di ossigeno, che potrebbe arrivare solo con un intervento forte da parte del governo regionale. Per cui quello che proporrò ai miei colleghi e al Sindacato è di chiedere un incontro al presidente della Regione, affinché possa garantire all’Ato Me 1 dei prestiti che potrebbero essere obbligati anche sul fondo dei trasferimenti alle autonomie locali. Non vedo in atto altre soluzioni, perché le somme che l’Ato riceverà con il pagamento delle fatture già recapitate ai cittadini di Sant’Agata e Capo D’Orlando, per un importo di 7 milioni, non credo siano sufficienti per fronteggiare l’emergenza o soddisfare le esigenze del soggetto gestore”.
Cinzia Scaglione

Nebrodi Ambiente, 180 licenziamenti. Da oggi le proteste.

Assemblee permanenti nei vari centri operativi e negli uffici. Scattano da oggi le azioni di protesta dei 180 operatori della Nebrodi Ambiente (società consortile che gestisce il servizio rifiuti nel comprensorio, per conto dell’Ato Me 1) e ditte consociate. Ed uno dei lavoratori, Mario Giuffrè (Rsa Cisl), che si è sempre battuto per tutelare i diritti della categoria, ha iniziato lo sciopero della fame. Ricordiamo che l’azienda, martedì scorso, ha avviato le procedure di licenziamento. Ieri mattina, a Palazzo Crispi, i lavoratori si sono riuniti in assemblea, alla presenza dei rappresentanti sindacali. Nei loro occhi si leggeva tanta rabbia e disperazione. Nonostante i ritardi e il mancato pagamento degli stipendi, hanno sempre continuato a svolgere la propria attività. Adesso, però, subiscono l’ennesima beffa: il licenziamento. Devono percepire il salario di novembre, dicembre, gennaio e la tredicesima. “L’assemblea adotterà, giorno dopo giorno, i criteri di azione nei confronti delle aziende, dell’Ato Me 1 e dei comuni - sottolineano, con un comunicato stampa, Cgil, Cisl e Uil ed Rsa aziendali - al fine di addivenire in tempi celeri al pagamento delle spettanze maturate, per alleggerire la grave situazione economica dei lavoratori, diventata insostenibile soprattutto per famiglie monoreddito”. E chiedono l’intervento del presidente della Regione. Naturalmente, a partire da oggi, si verificheranno disservizi per quanto riguarda la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. “Le nostre intenzioni sono quelle di riuscire a portare a casa gli stipendi e mantenere il posto di lavoro – afferma Giuffrè – intraprenderemo qualsiasi tipo di lotta. La magistratura e il Prefetto dovrebbero intervenire per fare chiarezza sulla situazione. Molti di noi hanno dei mutui sulle spalle e nessun’altra entrata in famiglia. Come dobbiamo fare? Dove sono i nostri politici? sono venuti a cercarci per chiederci il voto e ora non si fanno vedere”. Per Giuffrè i sindaci sono responsabili della crisi finanziaria dell’Ato Me 1. E spiega: “non avrebbero dovuto delegare tutti i servizi. Poi, la tariffa doveva essere spalmata nell’arco di 5 anni, invece si è passati subito dalla Tarsu alla Tia, con conseguente aumento delle bollette. Inoltre, tanta gente non ha mai pagato e nessuno in tanti anni ha fatto qualcosa per recuperare il debito”. Molti utenti non sono stati ancora censiti, in compenso, però, le bollette rifiuti arrivano puntuali ai 180 lavoratori senza stipendio. “Ci prendono in giro – dice Basilio Montesano – siamo in difficoltà economica, non ci pagano da 4 mesi e ci mandano la bolletta a casa? Potrebbero almeno defalcarcela dagli stipendi arretrati”. La ditta potrebbe fare marcia indietro solo a fronte della riscossione del credito vantato nei confronti dell’Ato: circa 22 milioni di euro.
Cinzia Scaglione

02 febbraio, 2009

Conferenza del PD sull'Ato Me 1 e la raccolta dei rifiuti. (Servizio e riprese video)

Dal "Giornale di Sicilia" - Cronaca Sant'Agata Militello -
“Crisi finanziaria dell’Ato rifiuti e aumento ingiustificato delle bollette” sono stati gli argomenti oggetto di un dibattito, svoltosi presso il centro commerciale Agorà, promosso dal coordinatore del locale circolo del Pd, Paolo Starvaggi. Sono intervenuti i deputati regionali Giuseppe Laccoto, Filippo Panarello e Giuseppe Picciolo, il segretario regionale del PD Francantonio Genovese, il presidente dell’associazione Oliva e componente del WWF Nebrodi, Salvatore Blandi, il consigliere provinciale Giuseppe Miano e l’ex sindaco Alfredo Vicari, questi ultimi due probabili candidati a sindaco alle prossime elezioni amministrative, rispettivamente in quota PD e UDC (corrente D’Alìa). Presente anche il consigliere provinciale Marco Vicari. E’ stato distribuito un documento propositivo contenente possibili soluzioni al problema Ato rifiuti. Tra queste, “urgente revisione del contratto concordato tra l’Ato Me 1 e l’Ati aggiudicataria del servizio (a partire dai prezzi dell’appalto, con riduzione dell’importo del servizio)”. E ancora, autorizzare e accettare il pagamento delle bollette con importo pari alla vecchia Tarsu del 2004 (quale acconto della Tia revisionata) per dare liquidità alla società, aggiornare la banca dati delle utenze e potenziare la raccolta differenziata”.
Cinzia Scaglione

Le riprese video: Clicca sul simbolo Play per visionare la Prima parte.


Seconda parte:


Clicca su Commenti per leggere o inserire i commenti.

31 gennaio, 2009

Bollette rifiuti e gli Ato. Manifestazione promossa dal locale circolo PD e dal coordinatore Paolo Starvaggi.

“La maggior parte degli utenti continua a non pagare le bollette rifiuti, considerandole esose, a fronte di un servizio reso non efficiente. Occorre dare la giusta informazione e andare alla mobilitazione, se necessario”. Queste le affermazioni del coordinatore del locale circolo del PD, l’avvocato Paolo Starvaggi, che, per affrontare l’argomento, ha promosso una manifestazione pubblica, che si terrà domenica, alle 18, in piazza Vittorio Emanuele. Un incontro con la cittadinanza e le forze sociali e politiche. Verrà consegnato un documento propositivo che conterrà possibili soluzioni. “Vi è necessità della massima sensibilizzazione e mobilitazione – sottolinea l’avvocato Starvaggi - il circolo del Partito Democratico di Sant’Agata ha, infatti, chiesto ai propri parlamentari di intervenire alla manifestazione. I cittadini potranno porre delle domande”. Sono previsti gli interventi programmati, oltre che dell’avvocato Starvaggi, della deputazione del PD e dei Sindacati, del presidente dell’associazione Oliva e componente del WWF Nebrodi, Salvatore Blandi, del componente del Coordinamento cittadino del PD Franco Scurria e del consigliere provinciale Giuseppe Miano, che si è detto disponibile a candidarsi a sindaco nelle prossime elezioni amministrative con l’appoggio del PD. Altro rappresentante istituzionale che fa parte del Circolo è il vice presidente del Consiglio Comunale Giuseppe Puleo. Ricordiamo che l’Ato Me 1 sta attraversando una delicata situazione economico-finanziaria, in termini di mancanza di liquidità (l’unica entrata è rappresentata dai pagamenti delle bollette). Così, l’Ati che gestisce i servizi ecologici nel comprensorio per conto della società d’ambito e che vanta ben 22 milioni di credito, intende procedere alla rescissione del contratto con l’Ato, con il conseguente licenziamento di 230 lavoratori. In questi giorni, tra l’altro, è in discussione all’Assemblea regionale siciliana il disegno di legge in materia di gestione dei rifiuti e delle acque, già approvato in Commissione con i voti del PD e dell’MPA. Si dovrebbe porre fine agli attuali 27 Ato, che verrebbero sostituiti da 9 consorzi su base provinciale, con i sindaci e i comuni che tornerebbero ad appropriarsi della gestione. “Tale disegno di legge segna il fallimento degli ultimi anni di gestione, ma non spiega bene su chi dovranno gravare i disastri accumulati e gli enormi disavanzi – evidenzia l’avvocato Starvaggi – è di fondamentale importanza che la liquidazione degli Ato avvenga secondo le regole del codice civile e non mediante colpi di spugna che avrebbero l’effetto di caricare sui comuni e, quindi, sui cittadini i disavanzi, addirittura trattenendo sui trasferimenti regionali di pertinenza dei comuni gli importi dei debiti maturati”.
Cinzia Scaglione

Nella foto: Paolo Starvagg, coordinatore locale circolo PD.

Al cine-teatro "Aurora" Tuccio Musumeci in "Piccolo Grande Varietà"

Gran pienone per assistere allo spettacolo teatrale di Tuccio Musumeci in “Piccolo Grande Varietà” (dal Café Chantal al Musical di Marot’s). Il versatile attore catanese, con il suo humour coinvolgente, ha conquistato il pubblico. La kermesse, che ha avuto luogo venerdì sera, al cine-teatro Aurora, è stata caratterizzata dalle esibizioni del soprano Cosetta Gigli, del tenore Edoardo Guarnera e della cantante e attrice napoletana Rosa Miranda. Al pianoforte il maestro Nino Lombardo. Nel cast anche Italo Ciciriello. Regia di Mario Sangani.
Cinzia Scaglione

Gli alberi del plesso scolastico "L. Capuana"

Una dozzina di alberi di pino circondano il plesso scolastico della scuola elementare "Capuana" del primo istituto comprensivo (diretto da Giovanni Simonella). Quasi tutti superano i 12 metri di altezza. Uno, in particolare quello prospiciente il cine-teatro Aurora, costituisce una minaccia per l'incolumità dei passanti, delle autovetture e degli edifici circostanti. Le radici hanno parzialmente danneggiato il muro di recinzione dell'edificio scolastico. Lo scorso anno, è stato effettuato un sopralluogo da parte dei vigili del fuoco, i quali avevano evidenziato lo stato di precarietà dell’albero. “Sostanzialmente, nel verbale, si dice che in particolari condizioni metereologiche, ovvero forti raffiche di vento, considerando l’altezza considerevole e la vastità della chioma, il pino potrebbe rappresentare un pericolo e provocare danni – afferma la responsabile del servizio comunale di protezione civile, architetto Rosalia Gentile - al Comune è stato lasciato il compito di far redigere una perizia ad opera di un agronomo o, comunque,di ingegneri specializzati nella stabilità degli alberi di alto fusto. In base, poi, agli accertamenti tecnici, si deciderà se procedere alla riduzione della chioma, operazione che data l’altezza richiede l’utilizzo di un cestello particolare o al taglio del pino.
E’ molto alto, il terrapieno è proprio al piede dell’albero e ha una chioma ben assestata, quindi, secondo i vigili del fuoco, il peso dell’albero,in presenza di forte vento, potrebbe causare danni, perché andrebbe a sbilanciarsi verso la strada”. Le notevoli dimensioni dell’arbusto allarmano gli abitanti e i frequentatori della zona (genitori degli alunni), che, durante i giorni di pioggia e di vento, si guardano bene dal passare raso-muro. Lo stesso dirigente scolastico, Giovanni Simonella, da noi intervistato più volte, ci ha dichiarato di avere sollecitato il Comune ad adottare dei provvedimenti per mettere in sicurezza gli alberi. Due anni fa, era stata fatta una potatura perché uno dei rami di questo pino creava problemi alla linea elettrica. “L’assessore all’Ambiente (Bernardo Paratore) si è attivato”, spiega l’architetto Gentile. Altro problema lamentato dal dirigente scolastico riguarda l’intasamento delle caditoie sul terrazzo dell’edificio, sovrastato dai rami di alcuni pini. Di conseguenza, quando piove, l’acqua non riesce a defluire regolarmente e determina infiltrazioni. Sarebbe, dunque, necessario effettuare una periodica pulizia delle caditoie o una continua sfrondatura dei rami dei pini. Operazioni che richiedono idonee attrezzature e comportano costi.
Cinzia Scaglione

30 gennaio, 2009

Ingorghi in via Medici e via Campidoglio.


Problemi di traffico all’incrocio tra la vie Medici (Strada statale 113) e Campidoglio (caratterizzata dalla presenza di numerose attività commerciali). Il transito di autoarticolati e autobus di linea, spesso, determina il congestionamento del traffico lungo queste due arterie principali che intersecano la cittadina. Si creano ingorghi ogni volta che i mezzi pesanti provenienti da Messina imboccano l'unica strada percorribile di collegamento con il lungomare e la stazione ferroviaria.


La buona volontà dei vigili urbani nel disciplinare il traffico, impedire le soste selvagge degli automobilisti in prossimità degli incroci, non sembra essersi dimostrata sufficiente per risolvere o attenuare il problema. Per di più, la via Campidoglio è anche attraversata dalla linea ferrata e il passaggio a livello, sistematicamente, rimane chiuso per diversi minuti.
Cinzia Scaglione


Nebrodi Ambiente, i sindacati preoccupati.

Preoccupazione e incertezza per il futuro dei lavoratori della Nebrodi Ambiente, la società consortile che si occupa dei servizi ecologici del comprensorio per conto dell’Ato Me 1. L’azienda non fa marcia indietro, continuando ad insistere sull’unica via percorribile: rescissione del contratto con la società d’ambito. Potrebbe tornare sui propri passi solo se l’Ato Me 1 salderà i debiti, versando, dunque, alla ditta circa 22 milioni euro. Ipotesi, naturalmente, utopistica, considerando che gli introiti dell’Ato Me 1 sono legati ai pagamenti delle bollette rifiuti e che la maggior parte degli utenti è morosa. I lavoratori, da mesi ormai, sono senza salario. Cgil, Cisl e Uil chiedono un intervento da parte del servizio Ispettorato Lavoro di Messina e della Procura generale della Corte dei conti. Dopo l’incontro tenutosi giorni fa, presso l’ufficio provinciale del lavoro di Messina, tra i rappresentanti sindacali e i vertici delle aziende che gestiscono il servizio rifiuti (CNS, Nebrodi Ambiente, Fasteco e Multiecoplast), la situazione appare sempre più delicata: mancato rispetto del CCNL, mancato pagamento delle retribuzioni dei mesi di novembre dicembre e tredicesima, mancata informazione circa eventuale rescissione del contratto e quindi relativi atti di tutela dei dipendenti.
Alla riunione, tra l’altro, i vertici dell’Ato Me 1 non hanno partecipato.
“Un’assenza grave – per il Sindacato - perché l’azienda si sottrae a un confronto di merito sui problemi. E mentre il territorio viene regolarmente pulito, chi sta pagando le storture del sistema sono i lavoratori che non percepiscono lo stipendio a fronte della prestazione lavorativa”. “Rivendichiamo solo i nostri diritti – afferma il lavoratore Mario Giuffrè (nella foto) – con senso di responsabilità e pur non percependo lo stipendio, abbiamo sempre lavorato, per non creare disagi. Adesso, però, siamo stanchi”.
Cinzia Scaglione

29 gennaio, 2009

Piazza Vittorio Emanuele, nuovo look. Dopo la nuova illuminazione verrà fatta anche la potatura degli alberi.

A giorni, prenderà il via la potatura degli alberi di piazza Vittorio Emanuele. La prossima settimana, infatti, il Comune potrà disporre di un cestello elevatore, al fine di effettuare l’intervento autonomamente. E’ stato acquistato dall’Unione dei Nebrodi , aggregazione di comuni formata da Sant’Agata di Militello (ente capofila), Capo d'Orlando, San Fratello, Caronia, Torrenova e Santo Stefano di Camastra. E’ stata espletata apposita gara di appalto per l’acquisto di questo macchinario, da utilizzare per le esigenze dei servizi di protezione civile, la manutenzione ed interventi edili. La piazza Vittorio Emanuele, recentemente, ha acquisito un nuovo look con l’installazione di nuovi pali-diffusori dell’illuminazione (i lavori rientrano nell'ambito del finanziamento ottenuto dal Comune per il progetto di riqualificazione e miglioramento del centro storico, a beneficio delle attività commerciali). Questi supporti in ghisa, esteticamente gradevoli, hanno, però, determinato qualche polemica, in quanto si articolano su tre punti luce che potrebbero essere nascosti dai rami degli alberi attigui. Di conseguenza, l’illuminazione verrebbe attenuata dalle foglie. A lamentare il problema è il consigliere provinciale Giuseppe Miano (probabile candidato a sindaco nelle prossime elezioni amministrative, appoggiato dai DS), che si è già espresso in merito nel corso di un dibattito televisivo, su un’emittente locale. Il potenziamento dell’impianto di illuminazione pubblica della cittadina fa parte degli obiettivi che devono ancora essere messi in atto dall’amministrazione comunale. Diverse zone del territorio versano in semioscurità. Da attenzionare è soprattutto la zona del lungomare, in particolare la via Cosenz. C’è da dire che devono ancora partire i lavori di riqualificazione della villa Bianco, che prevedono un miglioramento dell’illuminazione. Pali della luce devono essere anche installati sul viale della Regione Siciliana, attualmente oggetto dei lavori di ammodernamento.
Cinzia Scaglione

28 gennaio, 2009

Le palazzine di Torrecandele dell'Iacp ancora immerse nell'acqua,

Restano in attesa che qualcuno intervenga per scongiurare eventuali cedimenti strutturali delle proprie abitazioni. Sono gli inquilini delle case popolari di contrada Torrecandele, titolari di alloggi immersi letteralmente nell’acqua, nel senso che le travi di fondazione del complesso edilizio di proprietà dell’Iacp (Istituto autonomo case popolari) di Messina sono immerse nell’acqua sin dalla loro realizzazione. La palazzina fu costruita circa 30 anni fa, su terreno argilloso, con la previsione di deviare il corso della falda acquifera. I lavori, però, non furono mai effettuati. Avevamo trattato l’argomento qualche settimana fa. Da allora, l’assessore all’Ambiente, Bernardo Paratore che, a dir la verità, ha sollecitato più volte l’Iacp ad intervenire, ha ottenuto la convocazione di apposita conferenza dei servizi che dovrebbe tenersi a breve, per pianificare le azioni da porre in essere. Si prevede, comunque, l’attuazione di interventi di somma urgenza da parte dell’istituto autonomo case popolari. Dopo tanti anni, oggi l’edificio presenta gravi danni agli intonaci esterni, scantinati allagati e cornicioni cadenti . Inoltre, vi sono cavi elettrici privi di protezione e si verifica continuamente la fuoriuscita di liquami fognari. La presenza dell’acqua, negli scantinati, a volte supera il metro di altezza. E’ chiaro che la struttura dell’edificio è a rischio danneggiamento. Già i cornicioni esterni evidenziano delle lesioni, così come i balconi. E’ quindi di fondamentale importanza ovviare al danno statico-strutturale, salvaguardano l’incolumità pubblica, nonché evitare possibili ripercussioni negative sulla salute. I piani rialzati sono, infatti, attaccati dall’umidità da risalita, muffe, “efluorescenze”, che possono causare gravi malattie, come artriti, sintomi reumatici e allergie di vario genere.
In occasione dei sopralluoghi effettuati dai vigili del fuoco e dai tecnici comunali, sono state rilevate diverse lesioni ai parapetti in muratura dei balconi, un rigonfiamento dell’armatura delle mensole dei balconi, dovuta ad infiltrazioni di acqua e il cedimento discontinuo dei marciapiedi. L’assessore Paratore (nella foto) ha stilato una relazione dettagliata inoltrata all’Iacp, affermando che “sussiste una situazione di rischio di crollo improvviso di parte di intonaco delle mensole dei balconi o, in punti di maggiore criticità, il distacco completo del calcestruzzo e la caduta di parte dei parapetti in muratura (visibilmente lesionati). “Non è più possibile derogare o posticipare interventi sui fabbricati – dichiara l’assessore Paratore – tendenti a ristabilire il presupposto del vivere civile”.
Cinzia Scaglione